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Piratbyrån

Farväl Piratbyrån

Si è sciolto il gruppo che ha cambiato per sempre Internet, il Piratbyrån, noto ai più per aver fondato The Pirate Bay. Un gruppo che in 7 anni ha ha elevato il livello della discussione sui monopoli intellettuali ed è stato fonte di ispirazione per innumerevoli organizzazioni di attivisti nel mondo. Tutti gli obiettivi del gruppo sono stati raggiunti e l’eredità del Piratbyrån è oggi più viva che mai.

Tratto da Movimento Scambio Etico Blog - di Paolo Brini - 23/06/2010

Con un nome che faceva chiaramente il verso all’AntiPiratbyrån, l’associazione svedese anti-pirateria, il “bureau della pirateria” venne fondato da un gruppo di amici nel 2003 con l’obiettivo di portare in primo piano la discussione sul file sharing privo di scopo di lucro di opere protette da copyright, battendosi contro la criminalizzazione della condivisione ed offrendo un punto di vista diverso da quello dell’industria dei monopoli intellettuali.

Pochi mesi dopo la fondazione, il Piratbyrån prese una decisione che avrebbe cambiato Internet per sempre: aprire un sito di riferimento per un tracker e un indicizzatore di file torrent i quali senza compromessi potessero aiutare la diffusione della conoscenza, dell’arte e della cultura. Quel sito fu battezzato “The Pirate Bay” e fu gestito direttamente dal bureau per un paio di anni.

La nascita e le attività del Piratbyrån hanno innescato una serie di eventi che hanno cambiato per sempre Internet e il livello di discussione intorno ai monopoli intellettuali, hanno causato la crescita del movimento internazionale pirata, culminata con la creazione di numerosi partiti pirata (non necessariamente allineati con le opinioni del bureau) in decine di paesi nel mondo, e hanno sfidato i dogmi sul copyright propagandati dall’industria. Il bureau ha saputo anche mostrare come la protezione del copyright nasconda molto spesso la limitazione della libertà di espressione.

Caso Gasponi: il prezzo da pagare per la libertà di critica

Caso Gasponi: il prezzo da pagare per la libertà di critica

Storie di ordinaria anomalia italiana: per aver riportato la critica, molto sobria, di un grande direttore, il tedesco Wolfgang Sawallisch, sui troppi “aggiunti” presenti, nel ’96, nell’orchestra di S.Cecilia, uno dei critici musicali più seri ed equilibrati, Alfredo Gasponi del "Messaggero", rischia di dover pagare ai professori dell’orchestra quasi 500.000 euro di tasca propria.

Tratto da www.articolo21.org - di Vittorio Emiliani

Molti di più se l’esecutività della sentenza d’appello non verrà sospesa e con essa fermata la corsa degli interessi in pendenza del suo ricorso in Cassazione. Un uomo rovinato, con la casa e il conto bancario pignorato. Un diritto primario – quello di informare e di criticare – sostanzialmente negato.

Se ne è discusso ieri mattina all’Associazione Stampa Romana. Coordinava il presidente dell’ASR, Fabio Morabito, presenti i presidenti della FNSI, Roberto Natale, dell’Ordine regionale, Bruno Tucci, Paolo Butturini segretario dell’ASR, Sandro Cappelletto per l’associazione nazionale dei critici musicali (oltre a Gisella Belgeri, Pietro Acquafredda e Luca Del Fra), l’avv. Chiocci. Tutti solidali in sala. Tutti d’accordo sul fatto che l’incredibile vicenda investe non il solo Gasponi, non i soli giornalisti, ma lo stesso diritto/dovere di informare e il diritto "primordiale" dei cittadini di essere informati. Come di continuo ribadisce l’Alta Corte europea di Strasburgo.

Class action contro Microsoft

Class action contro Microsoft

causa collettiva da Pisa per il rimborso dei costi della licenza WINDOWS per chi non la usa

da repubblica.it del 5.01.2009

Parte da Pisa e Firenze la prima class action contro l’impero Microsoft per il rimborso del prezzo del sistema operativo Windows preinstallato nei personal computer. La causa collettiva, coordinata dall’Aduc, riguarda esclusivamente gli acquirenti privati che non abbiano fatto l’acquisto tramite partita Iva e che non abbiano accettato la licenza d’uso del software della Microsoft né l’abbiano mai utilizzato

PISA. Cosa può fare un singolo cittadino per farsi risarcire un danno, magari di modesta entità, da una multinazionale? Spesso poco, o nulla. Per riavere qualche euro ne dovrebbe spendere tanti per un avvocato, e scontrarsi con studi legali agguerriti. Ma se ai consumatori viene data la possibilità di agire insieme e dividere le spese, lo scontro non è più impari. La legge sulla class action oggi è realtà, seppure con molte riserve.

Un blogger alla manifestazione: Reporters in piazza insieme a 300.000 persone per la libertà di stampa

Un blogger alla manifestazione: Reporters in piazza insieme a 300.000 persone per la libertà di stampa

di Joshua Evangelista da reporters.blogosfere.it del 3.10.2009

"Libertà è partecipazione": le parole di Giorgio Gaber potrebbero essere lo slogan della manifestazione di piazza del Popolo. Si parla di 300.000 partecipanti. In questi casi i numeri lasciano il tempo che trovano, resta però il fatto che la piazza era stracolma, forse troppo piccola per ospitare un evento di tale portata.

Sicuramente è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che in Italia ci sono così tante persone interessate alla qualità della propria informazione. Un interesse che supera le barriere politiche e ideologiche.

Un interesse che supera i confini nazionali, come hanno raccontato il segretario generale di Reporters sans Frontieres Jean François Julliard ("E la più grande manifestazione di sempre sulla libertà di stampa") e il presidente della Federazione internazionale giornalisti Jim Boumelha, che in un sorprendente italiano ha spiegato, come se ce ne fosse bisogno, che "in nessun paese civile, a parte l'Italia, un presidente del Consiglio ha quasi tutta la torta delle televisioni".

Dobbiamo proteggere la neutralità della rete in Europa! - La Free Hardware Foundation lo chiede al Parlamento Europeo

Dobbiamo proteggere la neutralità della rete in Europa!
La Free Hardware Foundation lo chiede al Parlamento Europeo

Comunicato stampa della Free Hardware Foundation
25 Settembre 2009

Lettera aperta al Parlamento Europeo

La Neutralità della Rete è stata un catalizzatore indispensabile della concorrenza, dell’innovazione, e delle libertà fondamentali nell’ambiente digitale. Una Internet neutrale garantisce che gli utenti non debbano sottostare a condizioni che limitano l’accesso ad applicazioni e servizi. Allo stesso modo, si esclude qualsiasi discriminazione nei confronti dell’origine, della destinazione o dell’effettivo contenuto delle informazioni trasmesse attraverso la rete.
Applicando il principio della Neutralità della Rete, la nostra società ha collettivamente costruito Internet come lo conosciamo oggi. Tranne che in alcuni regimi autoritari, tutti nel mondo intero hanno accesso alla stessa Rete e anche gli imprenditori più piccoli sono in condizioni di parità con le imprese leader a livello mondiale.

Comunicato stampa di REFF RomaEuropa FakeFactory

COMUNICATO STAMPA di REFF RomaEuropa FakeFactory

La seconda edizione di RomaEuropa Web Factory sta per partire.

REFF ha partecipato alla conferenza stampa, tenuta presso l'Opificio Telecom a Roma Mercoledì 16 Settembre 2009, per avere conferma delle informazioni che erano state diffuse in rete circa le innovazioni dell'edizione di quest'anno del concorso digitale della Fondazione Romaeuropa.

Assistendo alla conferenza, ci sembrava di guardare in uno specchio. Perché il RomaEuropa WebFactory 2009/2010 è praticamente indistinguibile dall'edizione dell'anno scorso di RomaEuropa FakeFactory!

* Licenze Aperte.
* Le opere sono remix di opere esistenti.
* Sistema di votazione democratico.
* Esperti e accademici a valutare i lavori pervenuti con le loro recensioni


Tutti questi elementi saranno inclusi nel RomaEuropa WebFactory di quest'anno, la cui struttura, quindi, diventa indistinguibile da quella del FakeFactory!

E c'è di più.

Beatpick:
Beatpick è parte integrante di REFF, ed è il partner principale della sezione musicale (100Samples). Beatpick è stato chiamato a gestire la sezione musicale del concorso di quest'anno del RomaEuropa WebFactory.

Francia, nuovo affondo al p2p. lo stop arriverà dal giudice

Francia, nuovo affondo al p2p. lo stop arriverà dal giudice

Hadopi 2 è passata al Senato, il 21 sarà all'Assemblea. E' la seconda versione della severissima legge per proteggere il diritto d'autore online. Recepisce e tenta di aggirare la bocciatura che la prima Hadopi ha incassato dal Consiglio Costituzionale

Tratto da Repubblica.it - di ALESSANDRO LONGO - 9 luglio 2009

LA GUERRA dura al peer to peer continua, non si lascia certo intimorire dall'accusa di essere anticostituzionale. Il ministro della giustizia francese ha presentato infatti l'Hadopi II, la seconda versione della severissima legge per proteggere il diritto d'autore online. Recepisce e tenta di aggirare la bocciatura che la prima Hadopi ha incassato dal Consiglio costituzionale. Una novità sostanziale è che deve essere un giudice a stabilire la pena per gli utenti colti a fare peer to peer pirata. La prima Hadopi invece dava questo potere a un'autorità amministrativa, calpestando così - come ribadito dal Consiglio Costituzionale - il diritto dell'utente a eque indagini e a difendersi in un processo.

La pena, a discrezione del giudice, potrà essere un anno di sospensione dell'accesso a internet, multa fino a 300 mila euro o due anni di galera. Il che farebbe comunque dell'Hadopi una delle più severe leggi anti-peer to peer al mondo. Resta il meccanismo dei tre colpi: l'utente riceve un primo e un secondo avviso, dal proprio provider (del tenore: "ti abbiamo scoperto a fare peer to peer, smetti immediatamente"). Al terzo sgarro, si procede con l'iter giudiziario (mentre secondo la precedente Hadopi, a questo punto scattava subito la sanzione).

Chiusura per rettifica. Il Governo pone la Fiducia al DDL sulle intercettazioni

Chiusura per rettifica. Il Governo pone la Fiducia al DDL sulle intercettazioni

Free Hardware Foundation - Comunicato Stampa

Tratto da mailing list frontieredigitali.net - 06/07/2009

L'autonomia del web 2.0, esaltato dalla stampa italiana come baluardo della libera informazione nei regimi autoritari, in Italia è sotto l'attacco di un mostro giuridico. E’ dell'11 Giugno la notizia che il governo ha posto la fiducia sul tanto discusso DDL sulle intercettazioni che rispolvera la vecchia disciplina sulla stampa del 1943, nello specifico il diritto di rettifica a mezzo stampa. Il disegno di legge infatti prevede che tale obbligo sia imposto anche ai gestori di siti informatici che dovranno procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altra forma di contenuto pubblicato sui propri spazi digitali, pena una salatissima multa tra i 7.500 e i 12.500 euro.

Se il disegno di legge venisse approvato, a pagarne le conseguenze saranno prima di tutto la blogosfera e i bloggers che, per la prima volta nella storia della rete, verrebbero equiparati ai giornalisti della carta stampata, con tutto ciò che ne consegue. E dopo di essi sarà la volta dei maggiori social media (Youtube, Facebook e Myspace solo per citarne alcuni), dei gestori di newsgroup e forum, bacheche elettroniche e qualunque altro metodo di discussione a mezzo internet, professionale o amatoriale che sia.

Il ritiro del Ddl Levi (cosiddetto “decreto ammazza blog”) e la presentazione del disegno di legge “salvablog” dell'onorevole Cassinelli hanno acceso in passato un serrato dibattito sulla possibilità o meno di applicare alla rete gli stessi principi che regolano la carta stampata.

L’approvazione del Ddl ne rappresenterebbe la triste conclusione, portando allo svilimento l’attività informativa in rete e riducendola ad un compito oneroso, sterile e privo di diritti. La FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) ha confermato il proprio rifiuto al disegno di legge, dimostrandosi disposta alla disobbedienza civile e professionale in difesa della democrazia e dei diritti umani. La Free Free Hardware Foundation si oppone con forza a questo provvedimento e invita tutti a partecipare allo Sciopero dell'informazione indetto per il giorno 14 luglio affinché esso venga ritirato.

Il portale Pirate Bay venduto a un'azienda software svedese

Il portale Pirate Bay venduto a un'azienda software svedese

Costo dell'operazione: 5,6 milioni di euro. Preoccupati i fan del popolare sito per scambio di file. Ma Peter Sunde, il fondatore ed ora ex proprietario, rassicura: "Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo"

di ALESSANDRO LONGO da repubblica.it del 30.06.2009

PIRATE BAY, il più importante sito per il peer to peer, sarà venduto entro agosto per 5,6 milioni di euro a un'azienda svedese, Global Gaming Factory X, che gestisce numerosi internet café nel mondo. La notizia arriva di sorpresa oggi ed è subito confermata da Peter Sunde, uno dei fondatori di Pirate Bay: "Molte persone sono preoccupate. Noi non lo siamo e nemmeno voi dovreste esserlo", scrive sul proprio blog. Sunde rassicura i fan, il sito non cambierà nei fini e nella sostanza, ma ciò non basta a far tacere i timori degli utenti: si teme per la sorte del sito, dopo l'acquisizione.

Internet: No alla Muraglia Cinese

Internet: No alla Muraglia Cinese

La Free Hardware Foundation esprime la propria viva preoccupazione per i numerosi fenomeni di censura della rete verificatisi negli ultimi giorni.

Tratto dal Free Hardware Foundation - Comunicato Stampa - 25 giugno 2009

Ieri sera in Cina per oltre due ore non sono stati accessibili i servizi di Google: l’accesso a Gmail, Google.com e Google.cn è stato impossibile. “Il fatto è probabilmente da mettere in relazione al lungo braccio di ferro tra l’azienda californiana e il governo di Pechino che da lunghi mesi tenta di imbrigliare l’unico strumento globale di libera informazione in Cina”, ha dichiarato il presidente della Free Hardware Foundation, Arturo Di Corinto. “Come risulta da fonti giornalistiche, l’organo ufficiale del partito comunista cinese e l’agenzia di stampa statale Xinhua, hanno continuato fino a ieri ad attaccare il popolare motore di ricerca accusandolo di consentire l’accesso a siti volgari e pornografici. Sappiamo che non è così. Il punto è che Google dà fastidio al potere”, ha concluso il presidente della Free Hardware Foundation.

Per contatti e informazioni
info@fhf.it - http://fhf.it

Stefano Cavaliere
Tel: 347/1300647

Wikipedia ora scopre i filmati: "Un'enorme videoteca libera"

Wikipedia ora scopre i filmati: "Un'enorme videoteca libera"

La popolare enciclopedia web sta pensando a implementare i contenuti video. "La speranza è quella di costruire un enorme archivio di materiale storico, di discorsi politici, di documentari e di qualsiasi altra cosa"

Tratto da repubblica.it - di CARMINE SAVIANO - 23/06/2009

WIKIPEDIA alla battaglia per la liberazione dei video. La notizia rimbalza da giorni sui siti americani: la popolare enciclopedia online starebbe per implementare le proprie funzioni con la possibilità di caricare dei filmati. E così, in ognuna delle trentaquattromilioni di pagine che compongono la più grande enciclopedia partecipata del pianeta potrebbero comparire, nell'arco di due o tre mesi, filmati correlati all'argomento trattato. Il risultato sarebbe un enorme ipertesto multimediale in grado di fornire supporti visivi per ogni tipo d'informazione: dai documentari ai videoclip musicali. "La speranza è quella di costruire un enorme archivio di materiale storico, di discorsi politici, di documentari e di qualsiasi cosa può essere ospitata su Wikipedia", ha spiegato Erik Moeller, direttore della Wikipedia Foundation.

Openparlamento.it, democrazia a codice aperto

Openparlamento.it, democrazia a codice aperto

Trasparenza e partecipazione online. Per tracciare provvedimenti e monitorare parlamentari. Un nuovo strumento nelle mani della società civile connessa

di Mauro Vecchio da punto-informatico.it del 17 giugno 2009

In democrazia c'è una linea sottile che divide chi governa da chi è governato. Da un lato, le fonti ufficiali diventano testimonianza di quello che accade in Parlamento; dall'altro, tutte le domande che affollano la vita quotidiana dei cittadini. Ognuno di questi deve essere protagonista del meccanismo partecipativo, autore di opinioni e spunti che fanno bene alla vita democratica di un paese. Una vera e propria filosofia che torna ancora grazie al web, attraverso openparlamento.it, il nuovo progetto dell'associazione indipendente openpolis. L'obiettivo è il monitoraggio parlamentare.

Lo si farà offrendo a tutti i cittadini la possibilità di informarsi e di controllare con costanza l'attività parlamentare. "Il cuore del nostro progetto - spiega a Punto Informatico Vittorio Alvino, presidente dell'associazione - è quello di importare in Openparlamento le fonti ufficiali di Camera e Senato per fornire all'utente informazioni più accattivanti ed accessibili. Il cittadino potrà definire i suoi interessi parlamentari e, quindi, avere uno strumento in più per conoscere l'iter di ogni atto presentato".

Caro Candidato ti scrivo

Caro Candidato ti scrivo

I nomi dei candidati alle elezioni amministrative ed europee - di tutti gli schieramenti politici - che si impegneranno per l'adozione del software libero.

di Alessandro Bottoni da www.zeusnews.com del 27-05-2009

In occasione delle elezioni regionali che si sono tenute a Febbraio in Sardegna, AsSoLi, ILS e altre associazioni, tra cui Free Hardware Foundation, hanno effettuato il test di una campagna di impegno pubblico a sostegno del Software Libero (noto anche, erroneamente, come "Open Source").

Quella campagna chiedeva a tutti i candidati di impegnarsi pubblicamente a favore dell'adozione dei questo tipo di software nelle pubbliche amministrazioni e di impegnarsi in difesa del free software a livello legislativo. La campagna era nata da una iniziativa analoga di Free Software Foundation e nota come Free Software Pact.

Ora, dopo quel primo test, questa campagna viene riproposta su larga scala per le elezioni amministrative italiane e per quelle europee. La campagna, che si chiama "Caro Candidato...", ha già raccolto oltre 130 adesioni tra i candidati alle amministrative, oltre 20 tra i candidati alle europee e continua a raccogliere sempre nuovi consensi. Una campagna analoga viene portata avanti anche da April, la più grossa associazione francese impegnata in questo settore.

D’Alia sarà cancellato. E nasce la lobby dei deputati digitali

D’Alia sarà cancellato. E nasce la lobby dei deputati digitali

Due appuntamenti internet per i deputati in questo martedì di diluvio romano.

Tratto da Repubblica.it - 28.04.2009 di Vittorio Zambardino

Prima con il voto che dovrebbe portare alla cancellazione dell’articolo 60 del decreto sicurezza, che ha avuto origine in senato all’inizio di Febbraio, con la presentazione dell’ormai famigerato “emendamento D’Alia” (Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet). In secondo luogo con la costituzione di “Intergruppo Parlamentare 2.0″, associazione di deputati e senatori che, presentata a Monte Citorio, con tanto di dichiarazione dei promotori  (video sotto), ha lanciato ieri la sua intenzione di aumentare il tasso di cultura digitale del parlamento italiano. Aggiornamento ore 7 del 29 aprile: l’articolo è stato cancellato, come previsto, nella notte.

Un «pirata informatico» alle elezioni europee

Un «pirata informatico» alle elezioni europee

Marx passava ore a guardare affascinato i treni. Fantasticava su quella, e su altre invenzioni, come l’elettricità, e su come avrebbero potuto contribuire alla emancipazione del proletariato. «La sinistra è sempre stata progressista e attenta alle innovazioni, anche tecnologiche. Poi, negli ultimi venti o trent’anni si è smarrita. Ed è diventata conservatrice o, nel migliore dei casi, indifferente».

Tratto da www.unita.it - di Cesare Buquicchio - 28 aprile 2009

A parlare così è Alessandro Bottoni: un pirata. Un pirata comunista e un po’ deluso. No, non ci sono da chiamare i Marine o i caschi blu dell’Onu. Il 48enne consulente informatico di Ferrara è un “pirata digitale”, è segretario del Partito Pirata Italiano ma, soprattutto, è una delle novità della lista elettorale di Sinistra e Libertà per le europee che sarà presentata domani.

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