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 <title>Linux Club Italia - Notizie ed informazioni</title>
 <link>http://linux-club.org/taxonomy/term/15/0</link>
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 <language>it</language>
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 <title>Tim Berners-Lee promuove il web libero e aperto</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2926</link>
 <description>&lt;h1&gt;Tim Berners-Lee promuove il web libero e aperto&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il padre del Web crea una Fondazione per raggiungere con Internet ogni angolo del pianeta e liberare la Rete dai controllori.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da www.zeusnews.it del 16-09-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, ha deciso che è tempo di dare vita un organismo che promuova la diffusione della sua creatura nei Paesi in via di sviluppo: la World Wide Web Foundation.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con un capitale iniziale di 5 milioni di dollari, Berners-Lee vuole promuovere una "Internet non-discriminatoria", aperta e al servizio dell'umanità, libera dalle informazioni false o distorte che inquinano la Rete attuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Fondazione è ora alla ricerca di collaboratori che la aiutino a sviluppare un Web libero e aperto, che ne espandano le capacità e la robustezza e ne portino i benefici all'intero pianeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono gli aspetti sociali quelli che maggiormente stanno a cuore a Tim Berners-Lee: "Il Web è stato progettato per lo più con l'attenzione rivolta al mondo sviluppato, per il mondo sviluppato. Ma deve comprendere molta più gente per avere un valore più grande per tutti noi". &lt;/p&gt;
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 <pubDate>Wed, 17 Sep 2008 20:43:20 +0200</pubDate>
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 <title>RealDvd rippa i film legalmente, senza scardinare il DRM</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2917</link>
 <description>&lt;h1&gt;RealDvd rippa i film legalmente, senza scardinare il DRM&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;RealNetworks ha lanciato un programma in grado di fare copie perfettamente legali di film e show in Dvd. Le major preoccupate hanno le mani legate.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da www.zeusnews.it del 08-09-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rippare un Dvd - ossia realizzare una copia su hard disk del proprio film o show preferito - è vietato, anche in Italia, se il Dvd è protetto con tecnologie di gestione dei diritti digitali (Drm). Più precisamente, non è vietata la copia in sé (la copia privata è permessa, e infatti i supporti li paghiamo cari proprio per questo motivo), ma secondo la legge non si devono scardinare le protezioni che la impediscono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sebbene la copia in quanto tale sia permessa, di fatto è vietata, visto che praticamente tutti i software di ripping bypassano le protezioni. La storia di Dvd Jon, famosissima, dovrebbe aver insegnato qualcosa sui mezzi che le major amano usare per difendere i propri prodotti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;RealNetworks, azienda nota soprattutto per il lettore multimediale RealPlayer, ha presentato a San Diego un software in grado di rippare un Dvd rimanendo allo stesso tempo completamente nella legalità. Per farlo, anziché togliere il Drm ne aggiunge un altro strato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il programma in questione si chiama RealDvd: costerà tra i 40 e i 50 dollari (ma il prezzo di lancio è di soli 30 dollari) e, una volta installato, è in grado di copiare in 15 - 20 minuti un intero Dvd a doppio strato sul disco rigido. Se si tratta di un film, sarà completo di extra, tracce audio supplementari, sottotitoli e via discorrendo.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 08 Sep 2008 16:33:52 +0200</pubDate>
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 <title>E ora quale blog verrà chiuso?</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2916</link>
 <description>&lt;h1&gt;Contrappunti/ E ora quale blog verrà chiuso?&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Una legge dello Stato consente di chiudere la bocca a chiunque voglia esprimere sul web punti di vista non autorizzati. Lo dicevamo sette anni fa, lo ripetiamo oggi. Chi allora lo negava oggi addirittura si stupisce&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di massimo mantellini da punto-informatico.it del 08 settembre 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei giorni scorsi sono state infine rese pubbliche le motivazioni della sentenza di condanna che il giudice di Modica Patricia Di Marco ha inflitto allo storico siciliano Carlo Ruta nello scorso mese di maggio. Il sito web di Ruta, Accadeinsicilia.net, nel quale venivano raccolte testimonianze, appunti e articoli sulla storia recente dell'isola, è stato prima oscurato dalla Polizia Postale di Catania e poi definitivamente chiuso, per il reato di "stampa clandestina". Senza entrare negli aspetti tecnici del dispositivo, commentati nei giorni scorsi da Guido Scorza su queste stesse pagine, vorrei dire che questa sentenza racconta in maniera chiara e puntuale la deriva ideale di questo paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se il giudice di Modica avesse avuto una idea seppur vaga di come Internet abbia in questi ultimi anni mutato lo scenario della comunicazione in tutto il pianeta, forse il suo punto di vista sarebbe stato differente. Perché oggi, secondo la legge alla quale si è fatto riferimento nella sentenza, gran parte della comunicazione in rete potrebbe essere considerata "stampa clandestina". Tutto può a questo punto essere definito in qualche misura clandestino nella rete italiana, qualsiasi manifestazione del pensiero non correttamente bollinata lo è, qualsiasi appunto redatto su un blog, qualsiasi cosa che abiti anche solo pochi secondi dentro la grande rete.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Mon, 08 Sep 2008 13:42:21 +0200</pubDate>
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<item>
 <title>Assolto detentore Cd e DVD senza contrassegno SIAE: il fatto non sussiste </title>
 <link>http://linux-club.org/node/2905</link>
 <description>&lt;h1&gt;Assolto detentore Cd e DVD senza contrassegno SIAE: il fatto non sussiste&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il Tribunale di Roma ha assolto il detentore di Cd e DVD destinati alla vendita e privi del contrassegno SIAE, perchè il fatto non sussiste data la mancata comunicazione alla Commissione UE delle norme che hanno introdotto tale obbligo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;fonte www.unioneconsulenti.it&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'obbligo di apposizione del contrassegno S.I.A.E. a Cd e DVD è stato introdotto nell'ordinamento italiano da norme successive all'entrata in vigore della dir. 189/93.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pertanto la mancata comunicazione di esse alla Commissione, ne determina l'inopponibilità ai privati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con la sentenza 10106 del 7 giugno 2008, il Tribunale di Roma ha assolto per insussistenza del fatto un imputato accusato di detenere cd e dvd destinati alla vendita e privi del contrassegno S.I.A.E.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed infatti la sentenza 8/11/07 della Corte di Giustizia ha ritenuto non contestabile ai privati la mancanza del contrassegno S.I.A.E. apposto sui Cd e Dvd non essendo stata comunicata alla Commissione UE, come previsto dalla Dir. 83/189/CE, la nuova regola tecnica, di cui al D.Lgs. 685/94, che ha esteso l'obbligo di apposizione del contrassegno a CD e DVD.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Basandosi su tale pronuncia e su quelle della Cassazione (13810 e 13816/2008), il Tribunale di Roma ha ritenuto che le disposizioni nazionali che hanno esteso l'obbligo di apposizione del contrassegno SIAE costituiscono una regola tecnica inopponibile ai privati, se non notificata alla Commissione.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 06 Sep 2008 10:05:55 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Solo online il nuovo film di Moore</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2906</link>
 <description>&lt;h1&gt;Solo online il nuovo film di Moore&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Un viaggio attraverso gli Usa per invogliare i giovani americani a votare il 4 novembre&lt;br /&gt;
Il più recente documentario del regista di Fahrenheit 9/11 non arriverà nei cinema, bensì in Rete&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Alessandra Carboni dal corriere.it del 05 settembre 2008 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si intitola Slacker Uprising e sarà distribuito unicamente online a partire dal prossimo 23 settembre. Parliamo dell'ultima fatica del regista americano Michael Moore, che questa volta ha deciso di abbandonare i canali tradizionali di distribuzione cinematografica optando invece per il web.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;DOWNLOAD GRATUITO – Niente cinema, quindi, ma solo download e ordini in rete. Dal giorno del rilascio per tre intere settimane il film sarà infatti scaricabile gratuitamente dal sito di BlipTV, dopodiché, a partire dal 7 ottobre il Dvd sarà reso disponibile sulle pagine di Amazon e Netflix. «È un regalo per i miei fan», ha dichiarato Moore, che ha sponsorizzato per il 50 per cento la realizzazione della sua opera (97 minuti di durata per un costo totale di circa 2 milioni di dollari).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LA STORIA – Dopo aver preso di mira le lobby statunitensi delle armi (Bowling for Columbine, 2002), aver puntato i riflettori sulla guerra in Iraq in seguito agli attentati dell'11 settembre (Fahrenheit 9/11, 2004) e denunciato i problemi del sistema sanitario a stelle e strisce (Sicko, 2007), con Slacker Uprising il regista richiama l'attenzione sulle elezioni.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 06 Sep 2008 00:47:22 +0200</pubDate>
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 <title>Ecco FreeRunner, l'iPhone open-source</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2892</link>
 <description>&lt;h1&gt;Ecco FreeRunner, l'iPhone open-source&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Ha funzionalità simili a quelle del melafonino ma costa meno e offre più libertà&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Tratto da &lt;a target="_blank" href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_luglio_16/telefonino_freerunner_e7674206-533b-11dd-a364-00144f02aabc.shtml"&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt; - 16 luglio 2008 - di Nicola Bruno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si chiama &lt;a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.openmoko.com product.html#"&gt;&lt;u&gt;FreeRunner&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; ed è arrivato quasi in contemporanea con il tanto atteso iPhone. Come nel caso del dispositivo di casa Apple, non si tratta di un semplice cellulare, ma di un vero e proprio computer portatile con cui telefonare e navigare in piena libertà. Magari spendendo meno e utilizzando i programmi gratuiti messi a disposizione dalle comunità open-source.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;FUNZIONALITA' AVANZATE -&lt;/b&gt; In quanto a caratteristiche tecniche, FreeRunner non ha niente da invidiare ai telefonini più sofisticati: supporta la rete 3G, il collegamento Wi-Fi e il GPS; il display è sensibile al tocco e abbastanza grande per navigare senza torturare gli occhi; la memoria può essere espansa a proprio piacimento attraverso le schede SD. Non ha le curve stilose dell'iPhone, ma il design è comunque accattivante anche per gli utenti più esigenti. Il tutto è offerto a un prezzo (320 euro) decisamente inferiore a quello del melafonino che, nella versione sbloccata, in Italia non costa meno di 500 euro.&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Fri, 18 Jul 2008 06:58:21 +0200</pubDate>
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 <title>Il G8 dichiara guerra ai pirati</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2885</link>
 <description>&lt;h1&gt;Il G8 dichiara guerra ai pirati &lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;All'incontro degli otto grandi di scena in Giappone la prossima settimana si discuterà anche di lotta alla pirateria. Le proposte, che mirano a coinvolgere gli Isp nella partita e a inasprire le pene, sono contenute in un trattato denominato Acta.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Tratto da &lt;a target="_blank" href="http://www.visionpost.it/open/il-g8-dichiara-guerra-ai-pirati.htm"&gt;www.visionpost.it&lt;/a&gt; - di Raffaele Mastrolonardo - 04.07.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In agenda non c'è. Almeno esplicitamente. Ma dietro le formule di rito, buone per le dichiarazioni pubbliche, quella che si sta preparando al prossimo G8, di scena in Giappone dal 7 al 9 luglio, è una vera e propria campagna internazionale contro la pirateria, un piano globale che potrebbe avere conseguenze spiacevoli per chi usa la rete per condividere risorse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A denunciare lo scenario è l'autorevole New Scientist (ripreso da CustomPc) che racconta come il giro di vite repressivo si nasconda tra le pieghe dell'Anti-Counterfeiting Trade Agreement (Acta), un trattato internazionale contro la contraffazione proposto per la prima volta nel 2007 e la cui stesura procede speditamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se approvato, il trattato - che coinvolge Stati Uniti, Commissione europea, Svizzera, Australia e Giappone – cambierà il modo in cui la legge tratta i &amp;quot;pirati&amp;quot;. E non in meglio: &amp;quot;chiunque offra materiale protetto da copyright su internet o lo scarica – spiega il periodico scientifico - può essere considerato un criminale e disconnesso forzatamente dalla rete&amp;quot;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Tue, 08 Jul 2008 20:30:49 +0200</pubDate>
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<item>
 <title>Domani, 4 luglio, torna online Indymedia Italia</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2881</link>
 <description>&lt;h1&gt;Domani, 4 luglio, torna online Indymedia Italia&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;I nodi dell'informazione indipendente e autoprodotta si apprestano a rilanciare lo storico network italiano. La data scelta non è casuale. Parte l'indyaggregator&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da punto-informatico.it del 03 luglio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - Domani, 4 luglio, è IndYpendence Day, è infatti la data scelta dai nodi italiani di Indymedia per il ritorno di Indymedia Italia, il network dell'informazione indipendente e antagonista che per lunghi anni ha tracciato informazione online, proponendosi come un medium fatto da chi &amp;quot;si fa&amp;quot; medium.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;lo splashscreenIn una nota che campeggia su &lt;a href="http://italy.indymedia.org" target="_blank"&gt;italy.indymedia.org&lt;/a&gt; si legge come ormai da tempo i nodi italiani di Indymedia siano tornati a lavorare &amp;quot;riportando in contesti locali le pratiche e i principi che sostanziano/animano il lavoro del Network Internazionale di Indymedia&amp;quot;. E questo perché la chiusura di Indymedia Italia non ha evidentemente seppellito la necessità di molti di continuare a &amp;quot;diventare il proprio media, attraverso meccanismi di pubblicazione aperta e di tutela della privacy&amp;quot;. Questo anche perché - scrivono i promotori di Indymedia Italia - &amp;quot;le limitazioni e i meccanismi dell'informazione mainstream non sono cambiati nel corso di questi anni e lo squilibrio di potere dei processi di comunicazione si è mantenuto intatto, quando non rafforzato&amp;quot;.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Wed, 09 Jul 2008 12:39:11 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>La fine dell'antropologia culturale</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2880</link>
 <description>&lt;h1&gt;La fine dell'antropologia culturale&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Lettera aperta per la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università &amp;quot;La Sapienza&amp;quot; di Roma&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;26/06/2008 - Massimo Canevacci (&lt;a href="http://www.comunicazione.uniroma1.it/News.asp?IdLaurea=733&amp;#038;IdCattedra=2400&amp;#038;Id=46641&amp;#038;TipoNews=0" target="_blank"&gt;fonte&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le nuove scelte didattiche della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università &amp;quot;La Sapienza&amp;quot; mi impongono di rendere pubbliche  alcune perplessità, poiché, a fronte di un'indubbia crisi dell'ordinamento triennale, si è deciso di ristrutturare l'ordine degli studi secondo una visione della comunicazione restaurativa e schiacciata sull'esistente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tal modo, la scienza della comunicazione rischia di ridursi a una preparazione professionale di taglio giornalistico; le connessioni sperimentali e trans-disciplinari con quanto emerge nella comunicazione digitale (estesa tra design, architettura, pubblicità, performance, musiche, moda, arte ecc.) spesso risultano incomprese, &amp;quot;non controllate&amp;quot; o&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;neutralizzate in &amp;quot;tecniche&amp;quot;; e vengono ignorate, di conseguenza, quelle ricerche che stanno tentando modificare paradigmi espositivi, composizioni espressive, narrazioni multisequenziali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tale tendenziale rinchiudersi della comunicazione dentro un giornalismo asfittico e un'apologia dei media impoverisce la Facoltà, trasforma i docenti in funzionari dell'&amp;quot;industria culturale&amp;quot;, addestra gli studenti alla rinuncia all'innovazione e all'assenso disciplinato, chiude alle nuove professionalità che attraversano visioni, stili, linguaggi, è indifferente alle prospettive che nelle università estere da tempo vengono applicate in questo ambito (si veda il ruolo dell'antropologia culturale nei &lt;em&gt;Media Studies&lt;/em&gt; in tante università estere - &lt;em&gt;MIT&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Humboldt Universität&lt;/em&gt;, &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Escola de Comunicação e Arte&lt;/em&gt;). Tutto questo rischia di configurare provincialismo disciplinare, endogamia mass-mediale, diffidenza dell'emergente, sottrazione delle potenzialità digitali.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sun, 29 Jun 2008 05:30:45 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Google vuole cambiare il mondo, cominciando da YouTube</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2870</link>
 <description>&lt;h1&gt;Google vuole cambiare il mondo, cominciando da YouTube&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Per raggiungere un bene più grande si può anche derogare alla regola d'oro: "don't be evil".&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da ZEUS News - www.zeusnews.it del 12-06-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"L'obiettivo della nostra compagnia non è monetizzare tutto quanto; l'obiettivo è cambiare il mondo": questa, sintetizzata dalle sue stesse parole, è la posizione di Eric Schmidt, Ceo di Google.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quest'ottica - spiega - vanno visti tutti gli sforzi dell'azienda, compresa la guerra per il mercato della pubblicità online, su cui Google sta investendo come non mai e per il quale ha grandi progetti che passano attraverso YouTube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel prossimo anno, infatti, il più famoso e utilizzato sito per la condivisione di video dovrà trasformarsi in un prodotto che rende anche dal punto di vista economico grazie a nuove forme di advertising che man mano verranno svelate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al momento, YouTube per Google rappresenta sostanzialmente un grande consumo di banda in uscita, ma presto inizierà a essere anche una voce attiva nei bilanci della compagnia: "Non sappiamo ancora come ricaveremo somme significative di denaro da YouTube", dice Schmidt, che però è ottimista e si aspetta "la creazione di un'intera nuova industria".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il centro di tutto questo, in ogni caso, non sarà la necessità di fare soldi: in fondo, tutti sanno che il motto di Google è "don't be evil", "non essere cattivo".&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Fri, 13 Jun 2008 01:24:41 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>ALTER</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2864</link>
 <description>&lt;h1&gt;.:ALTER:.&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Alter. 01 è un evento nato per offrire agli operatori del settore, artisti, istituzioni e pubblico un incontro in cui discutere e confrontarsi sui temi legati alla musica nell' era digitale : la discografia, l'oligopolio delle major, le etichette indipendenti, le autoproduzioni, i canali alternativi alla grande distribuzione, con un occhio di riguardo all'equo costo della cultura e alla libera circolazione del sapere. Nella due giorni dibattiti, seminari, workshop, attraverso cui fornire ai partecipanti strumenti base e chiavi di lettura per orientarsi nei diversi settori della produzione musicale : dai campi tecnici a quelli artistici, da quelli organizzativi a quelli burocratico – legali&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'area expo ospiterà etichette discografiche, uffici stampa, agenzie di Booking, radio, promoter, club, associazioni, scuole di musica, case editrici per i libri di musica, brand indipendenti di moda, negozi di dischi e molto altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltre 30 band provenienti da tutta Italia si alterneranno sui 4 palchi di Alter. Special guests della manifestazione MEG, ARDECORE, DENTE, ROSE KEMP. Promotori dell'evento i live club Circolo degli Artisti e Init Club, tra i più importanti della scena indipendente internazionale, Radio Città Aperta, storica emittente dell'antagonismo culturale italiano, Kick Agency, Soundz Production e Sporco Impossibile, realtà romane inserite a vari livelli nel settore musicale. &lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Fri, 30 May 2008 16:46:10 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>LPM 2008, la quattro giorni "live video" al Mattatoio</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2863</link>
 <description>&lt;h1&gt;LPM 2008, la quattro giorni &amp;quot;live video&amp;quot; al Mattatoio&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Tratto dal sito del &lt;a target="_blank" href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/&amp;#038;targetPage=/Homepage/Area_Content/Rubriche__Primo_Piano/Cultura_,_eventi_,_tempo_libero/info728886093.jsp"&gt;Comune di Roma&lt;/a&gt; - 28.05.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torna a Roma il festival internazionale della performance dal vivo – v-jay e v-jay meeting, artisti visuali, live video performers –: è la quinta edizione di &amp;quot;LPM – Live Performers Meeting&amp;quot;, da stasera 29 maggio al 1° giugno sugli oltre 900 metri quadri del &amp;quot;Quarto Macello&amp;quot; all'ex Mattatoio di Testaccio (ingresso da largo Giovanni Battista Marzi 10).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LPM 2008 ripropone la formula delle quattro giornate, puntando alla continua interazione tra palco e pubblico nel segno dell'avanguardia hi-tech, tra esibizioni, workshop, mostra di progetti, nuovi software multimediali; protagonista, ovviamente, il mondo del &amp;quot;live video&amp;quot;. Più che un festival, sottolineano gli organizzatori, uno spazio aperto di dialogo e sperimentazione – e per dar spazio a tutti, ogni intervento o performance non può durare più di mezz'ora –.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Software gratuiti di missaggio audio-video, free hardware, sistemi open content, elettropop, campionatori, mini-sintetizzatori, vocoder, breakbeat, drum'n'bass, techno, v-jay clash: sono solo alcuni degli ingredienti di LPM, appuntamento principe per gli appassionati della galassia elettronica. Che ad LPM possono anche cenare, ovviamente con accompagnamento video-musicale e sempre nell'eccezionale cornice dell'ex Mattatoio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ispirazione di fondo di LPM è quella del software libero, delle libertà digitali e delle nuove arti e musiche anch'esse 'open'; dunque i fondi recuperati con l'evento andranno interamente alla ricerca in questi settori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I numeri della scorsa edizione 2007: 295 artisti da 25 paesi di tutto il mondo, 26 mila visitatori. LPM 2008 è una produzione &lt;b&gt;Flyer Communication&lt;/b&gt; con un vasto parterre di collaboratori (tra cui l'&lt;b&gt;Associazione Linux Club Italia&lt;/b&gt; che ha ospitato le quattro edizioni precedenti) e sponsor (tra cui &lt;b&gt;Regione Lazio&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Provincia di Roma&lt;/b&gt;). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per saperne di più, &lt;a target="_blank" href="http://www.liveperformersmeeting.net/"&gt;www.liveperformersmeeting.net&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Thu, 29 May 2008 17:25:16 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Prestiti via Web tra privati, è boom - "Basta con banche e finanziarie"</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2852</link>
 <description>&lt;h1&gt;Prestiti via Web tra privati, è boom - "Basta con banche e finanziarie"&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Sono sempre più apprezzati i siti che mediano tra chi offre e chi chiede danaro&lt;br /&gt;
Appare gratificante aiutare chi ne ha bisogno traendone anche un buon rendimento&lt;br /&gt;
Viaggio tra gli utenti di Zopa e Boober, online da alcuni mesi in Italia&lt;br /&gt;
Chi li ha scelti perché deluso da fondi e azioni, chi per fini sociali&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di ROSARIA AMATO da repubblica.it del 16 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Delusione per gli investimenti effettuati in Borsa o attraverso gli intermediari finanziari, desiderio di coniugare un buon rendimento con la finalità sociale nell'impiego del proprio denaro, la linearità e la trasparenza delle procedure: sono queste le motivazioni principali di chi presta il proprio danaro attraverso Zopa e Boober, i siti in funzione da alcuni mesi che hanno introdotto in Italia il peertopeer lending, cioè il prestito remunerato tra privati a un tasso inferiore a quello di mercato. Chi invece chiede un prestito è attirato dalle condizioni migliori rispetto a quelle offerte dalle banche e, se si tratta di una persona 'non bancabile' perché lavoratore precario o per altri motivi, dalla possibilità di ottenere con relativa facilità un prestito che altrimenti sarebbe magari costretto a chiedere a un usuraio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I 'PRESTATORI'. "Non sono una persona esperta in materie finanziarie, e ho solo due lire messe via. - spiega Anna Maria De Luca, impiegata, 56 anni, un figlio di 33, 'prestatrice' di Zopa - Non so se dal punto di vista del guadagno il mio investimento di 6.000 euro andrà bene, però sto già cominciando a ricevere i primi frutti, trovo gratificante vedere che questa cosa già funziona e se ne possa verificare l'andamento giorno per giorno sul sito. Al contrario, tempo fa ho investito in un fondo che sta andando malissimo, e nessuno sa darmi informazioni adeguate su cosa fare o semplicemente su chi devo chiamare. Penso che prima o poi me ne tirerò fuori, a costo di perdere tutti e 3.000 euro".&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sat, 17 May 2008 11:35:03 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Quando la rivoluzione ti passa sotto gli occhi e tu non te ne accorgi</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2850</link>
 <description>&lt;h1&gt;Quando la rivoluzione ti passa sotto gli occhi e tu non te ne accorgi&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;La sinistra ha perso le elezioni, l'ala radicale è scomparsa dal parlamento. E c'è da chiedersi: perché?&lt;br /&gt;
Perché neanche Nichi Vendola vira verso il pinguino?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Alessandro Marescotti da PeaceLink.it del 14 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sistema operativo Windows Vista (versione Home Basic) costa 188 euro iva inclusa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La versione più economica di Office (Office Standard 2007) viene ben 476 euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo i conti: per far funzionare un computer (sistema operativo più programmi per scrivere, elaborare dati, ecc.) siamo arrivati a 664 euro da pagare alla Microsoft.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi ci stupiamo del perché c'è chi usa il software della Microsoft copiato. Ma qui non ci interessa ragionare se sia giustificato o meno copiare il software Microsoft. Il dato di fondo che emerge è che questo software è veramente caro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Recentemente una nota azienda ha lanciato un piccolo computer portatile che fa completamente a meno del software della Microsoft. Infatti ha Linux, il sistema operativo libero e gratuito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pesa meno di un chilo, è grande quanto un libro, si collega ad Internet senza fili e ha programmi equivalenti a Office: si può scrivere, gestire database, fogli di calcolo, presentare diapositive elettroniche. In più si può telefonare con Skype, chattare, registrare suoni, fare videoconferenze con una piccola videocamera, ecc. Su questo portatile c'è tutto quello che fa Windows con i suoi programmi applicativi avendo già preinstallata la versione Open Office per Linux.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Fri, 16 May 2008 20:59:57 +0200</pubDate>
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 <title>Rein - Occidente</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2851</link>
 <description>&lt;h1&gt;Rein - Occidente&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;E' uscito da pochissimo &amp;quot;occidente&amp;quot;, il nuovo disco dei REIN, band romana di Patchanka d'autore che pubblica da anni in Creative Commons. E' un disco che sposa a pieno le politiche sviluppate in seno al laboratorio della Free Hardware Foundation&lt;/h3&gt;
&lt;p /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.rein99.it"&gt;&lt;img width="400" src="http://linux-club.org/albums/album42/arn.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Copyleft (Creative Commons)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;rinuncia alla SIAE&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;costo equo del prodotto (appena 10 euro per un doppio cd audio originale di 20 brani)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Taglio degli intermediari, autoproduzione e indipendenza di massima qualità e creazione di un disco &amp;quot;equo e solidale&amp;quot;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;solidarismo e cooperativismo come strumenti di produzione e di rapporto con le altre realtà&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il disco è patrocinato dalla Free Hardware Foundation e pubblicato in collaborazione con il portale copyleft europeo &amp;quot;Jamendo&amp;quot;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;è un prodotto che sovverte la tendenza culturale e musicale imposta dai media e che punta su contenuti, spunti riflessivi, contributi, denunce, vita reale, rifiutando in tronco la plastificazione culturale decisa dal mainstream&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Potete ascoltare alcuni brani dal myspace della band a questo indirizzo:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/rein1999" target="_blank"&gt;http://www.myspace.com/rein1999&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il progetto dei REIN ha bisogno del massimo sostegno da parte di tutti gli attivisti del movimento. I rein affrontano la loro battaglia con il solo sostegno della gente: hanno rifiutato le offerte delle case discografiche e hanno rotto con la SIAE. Nonostante questo continuano a vendere dischi e a suonare in italia e all'estero, con forza e convinzione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sostenete la musica libera! Sostenete concretamente l'alternativa indipendente!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Acquistate &amp;quot;occidente&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Il cd costa solo 9 Euro + 2 Euro di spedizione e vi arriva a casa in pochi giorni. Basta andare su questa pagina del catalogo REDSHOP&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.redshop.it/catalog/product_info.php?products_id=79" target="_blank"&gt;http://www.redshop.it/catalog/product_info.php?products_id=79&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Aiutate il progetto e le idee che contiene ad essere diffuse. Giornali, riviste, radio, televisioni: c'è bisogno di tutto. Basta scrivere a info@rein99.it per contattare la band e a concerti@rein99.it per organizzare un concerto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se questo disco diventa un caso discografico il movimento che lo sostiene diventa un caso politico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;W la cultura libera!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.rein99.it" target="_blank"&gt;www.rein99.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.fhf.it"&gt;&lt;img src="http://linux-club.org/albums/album51/afl.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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 <pubDate>Sat, 06 Sep 2008 10:05:16 +0200</pubDate>
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