<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<!DOCTYPE rss [<!ENTITY % HTMLlat1 PUBLIC "-//W3C//ENTITIES Latin 1 for XHTML//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml-lat1.ent">]>
<rss version="0.92" xml:base="http://linux-club.org">
<channel>
 <title>Linux Club Italia - Le nuove forme di Diritto d'Autore</title>
 <link>http://linux-club.org/taxonomy/term/16/0</link>
 <description></description>
 <language>it</language>
<item>
 <title>Coelho: BitTorrent fa bene alla cultura</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2848</link>
 <description>&lt;h1&gt;Coelho: BitTorrent fa bene alla cultura&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il celebre scrittore sudamericano rilancia la sua teoria. E spiega che i suoi successi sono dovuti al P2P. Condividere come occasione per diffondere la conoscenza&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Luca Annunziata da punto-informatico.it del 14 maggio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha venduto centinaia di milioni di copie dei suoi libri in tutto il mondo, i suoi romanzi sono arcinoti: Undici Minuti, L'Alchimista, Lo Zahir, Manuale Del Guerriero Della Luce. Paulo Coelho vive della sua arte, ma al contrario di altri suoi colleghi non teme il file sharing: anzi, secondo lo scrittore si tratta di uno strumento importante per la diffusione della cultura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho"Sin dall'inizio dei tempi, gli esseri umani hanno avuto il bisogno di condividere - spiega lo scrittore a TorrenFreak - Che si tratti di arte o di cibo, condividere è parte della natura umana". Ma non di solo istinto si tratta: "Una persona che non condivide non è solo egoista, ma triste e sola". Per questo Coelho non ci ha pensato due volte prima di mettersi in gioco in prima persona e donare i suoi scritti alla comunità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ha fatto qualche mese fa mettendo in piedi un blog intitolato Pirate Coelho, una vera e propria raccolta di decine di versioni in lingua originale e tradotte dei suoi libri. Lo scopo è semplice, spiega: permettere a tutti di "provare" quanto stanno leggendo prima di acquistarlo. Perciò tutto su FTP, BitTorrent, Rapidshare: un'idea a dir poco indigesta per gli editori, che all'inizio non avevano per niente gradito l'alzata d'ingegno.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Wed, 14 May 2008 01:27:46 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Rein - Occidente</title>
 <link>http://linux-club.org/rein-occidente</link>
 <description>&lt;h1&gt;Rein - Occidente&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Un lungo disco con cui i Rein, dopo un percorso molto vario, arrivano a delineare in maniera nitida le loro sonorità, le tematiche al centro dei loro brani e forse la loro stessa essenza.&lt;/h3&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.rein99.it"&gt;www.rein99.it&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.rein99.it"&gt;&lt;img width="400" src="http://linux-club.org/albums/album42/arn.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un lavoro che è figlio della ricerca di un proprio suono globale.. Un disco che parla di radici e al tempo stesso di smarrimento, che parla di punti cardinali pur non arrivando mai a delineare un centro. Un disco sul movimento, sull'evoluzione, sul viaggio; fatto di cose raccolte nel bazar planetario, mettendo assieme sonorità provenienti da ambienti totalmente distinti. E così il rock, il punk, il jazz, il blues, la musica popolare balcanica e irlandese, le sonorità britanniche e francesi, incontrano la canzone d’autore e si fondono ulteriormente con elementi di elettronica e poi ancora, successivamente, con gli elementi base del reggae e del dub, coniando infine un suono fedele all’infedele idea di “patchanka”, termine da indendere proprio come “miscuglio”, coniato a fine anni ’80 da Mano Negra di Manu Chao.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un disco che deve moltissimo alla scena musicale romana degli ultimi anni, avendo attinto alle enormi risorse artistiche da essa offerte, ed essendosi arricchito grazie al contributo di numerosi ospiti. Tra gli oltre venti musicisti che hanno affiancato e supportato i &lt;strong&gt;Rein&lt;/strong&gt; nella realizzazione di questi brani, rendendosi determinanti per il loro sviluppo, Bandabardò, Cappello a Cilindro, Frangar Non Flectar, Legittimo Brigantaggio, Valentina Lupi, Toti Poeta, Ratti della Sabina e Wogiagia Crew, sono solo alcune delle collaborazioni che hanno portato questo disco a fondere esperienze e progetti tra loro assolutamente diversi.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 13 May 2008 18:36:03 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Una licenza CC per “Belle Anime Porche”</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2835</link>
 <description>&lt;h1&gt;Una licenza CC per “Belle Anime Porche”&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il romanzo d’esordio di Francesca Ferrando  &lt;a href="http://www.belleanimeporche.it/"&gt;Belle Anime Porche&lt;/a&gt;,  dal 6 marzo in libreria, è pubblicato sotto licenza &lt;a href="http://www.creativecommons.it/"&gt;Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da www.booksblog.it del 29 aprile 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da tempo si discute dell’effettiva possibilità applicativa del copyleft in campo editoriale. Con questo termine s’intende un modello alternativo di gestione del diritto d’autore. L’autore resta titolare di tutti i diritti sull’opera ma decide di consentire agli utenti, i licenziatari, di utilizzarla liberamente entro determinati limiti. Il copyleft si traduce nella concessione di permessi d’utilizzazione mediante l’applicazione sull’opera di specifiche licenze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In rete, numerosi blog riportano la dicitura “Rilasciato sotto licenza Creative Commons”, che sottolinea il particolare regime giuridico del materiale pubblicato. Sebbene il fenomeno riscuota interesse e partecipazione tra i blogger, nel campo dell’editoria libraria tradizionale si fatica a trovare un compromesso in grado di bilanciare un rapporto in cui gli editori sono in posizione dominante rispetto agli autori. I diritti patrimoniali, infatti, vengono ancora ceduti in blocco dall’autore all’editore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo senso sembra rivoluzionaria la scelta di Kowalski (gruppo Feltrinelli) di pubblicare il romanzo di un’esordiente sotto licenza Creative Commons. L’opera può essere liberamente riprodotta, fotocopiata e modificata non per fini commerciali.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Thu, 01 May 2008 01:25:11 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Cinema: i film open-source all'attacco di Hollywood</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2832</link>
 <description>&lt;h1&gt;Cinema: i film open-source all'attacco di Hollywood&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;da ilvelino.it del 23.04.2008 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma, 23 apr (Velino) - La “filosofia” open-source, che sta rivoluzionando il mondo informatico, potrebbe presto mettere a soqquadro anche l'Hollywood System. Ad applicare l'open-source al mondo del cinema sono gli Star Wreck Studios, da Tampere, Finlandia, noti al pubblico degli internauti per la loro parodia di Star Trek, “Star Wreck: in the Pirkinning”, costata appena 20mila dollari e arrivata alla quota di ben otto milioni di download dal 2005 a oggi. Il nuovo progetto dei ragazzi di Star Wreck si chiama “Iron Sky”: siamo nel 2018 e i Nazisti, sfuggiti nel '45 alla débâcle della Guerra e rifugiatisi sul lato oscuro della Luna grazie alle loro competenze aerospaziali, decidono di tornare sulla Terra per portare a termine l'opera di dominio mondiale lasciata in sospeso... Plot quantomeno originale, ma ad essere originale è soprattutto l'idea di costruire uno “studio virtuale” per Iron Sky, che permette a chiunque voglia di partecipare alla produzione. Oltre ad aprire a tutti le porte della produzione di Iron Sky, gli Star Wreck Studios hanno sviluppato anche una piattaforma open-source (wreckamovie) che consente a chiunque di realizzare un film a costo zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Hollywood distribuisce 700 film all'anno, ma ci sono almeno 100mila persone ad Hollywood con idee sui film”, spiega Peter Vesterbacka, uno dei membri del Consiglio degli Star Wreck Studios; e anche se finora era difficile applicare l'open-source alla produzione di un film, per le complesse esigenze tecniche, adesso “chiunque può comprare una videocamera HD e mettersi alla pari con Hollywood.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Mon, 28 Apr 2008 07:58:02 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>La farsa del bollino SIAE</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2823</link>
 <description>&lt;h1&gt;La farsa del bollino SIAE&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;La Società Italiana Autori ed Editori insiste, cercando riconoscimenti di qualità attraverso un mezzo che Unione Europea e Cassazione hanno dichiarato illegale.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Dodi Casella da ZEUS News - www.zeusnews.it del 21-04-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al di là della possibile azione di classe per i quattrini spesi da società editoriali (pensiamo alle riviste d'informatica) per l'apposizione dei contrassegni SIAE sui supporti distribuiti, solo chi è avvezzo a praticare le aule dei tribunali può avanzare valutazioni sull'insistenza con cui quest'ultima continua imperterrita la sua preventiva &lt;a target="_blank" href="http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&amp;#038;view=4&amp;#038;open_menu=yes&amp;#038;id_news=6622"&gt;campagna di demonizzazione&lt;/a&gt; contro chi il &amp;quot;bollino&amp;quot; non intende più apporlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti sostenere che il bollino nasce per la tutela del consumatore e che la sua mancanza farebbe presumere illecita provenienza del supporto -estrapolando contenuti della &lt;a href="http://www.zeusnews.it/news.php?cod=7315"&gt;sentenza della Suprema Corte&lt;/a&gt; dal contesto generale- è cosa che resta da valutare soltanto al magistrato togato assieme alle intenzioni e agli effetti che è in grado di produrre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da consumatori, possiamo solo esprimere l'augurio che qualche associazione si decida a uscire dal buco e inizi una class action per i quattrini illecitamente esatti e da ultimo ancora richiesti, poiché in altre pagine del proprio sito la Siae continua a presentare come reato la mancata apposizione del proprio contrassegno.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Mon, 21 Apr 2008 22:14:33 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Pirate Bay, chiesti 1,6 milioni di euro di danni</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2805</link>
 <description>&lt;h1&gt;Pirate Bay, chiesti 1,6 milioni di euro di danni&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Sono 24 le opere che i gestori della Baia avrebbero consentito che venissero distribuite illegalmente via Internet. I detentori dei diritti hanno già ottenuto il processo e ora quantificano i danni. La Baia: fanno ridere&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da &lt;a href="http://punto-informatico.it/2240626/PI/News/Pirate-Bay--chiesti-1-6-milioni-di-euro-di-danni/p.aspx"&gt;Punto Informatico&lt;/a&gt; del 01 aprile 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - Solleva rumore la &lt;a href="http://www.thelocal.se/10818/20080331/"&gt;richiesta&lt;/a&gt; depositata in Svezia da un gruppo di detentori del diritto d'autore contro i gestori di &lt;a href="http://www.piratebay.org"&gt;The Pirate Bay&lt;/a&gt;, il più noto e il maggiore tra i siti dedicati alla comunità del file sharing: vogliono 1,6 milioni di euro di danni dai gestori della Baia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si tratta di una richiesta peregrina: ai quattro pirates Peter Sunde, Gottfrid Svartholm Warg, Fredrik Neij e Carl Lundström un gruppo variopinto di aziende contesta la diffusione sul loro sito di 24 album musicali. L'accusa, già &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2177140"&gt;formalizzata e registrata&lt;/a&gt; in tribunale lo scorso 31 gennaio, è che i quattro siano rei di favoreggiamento nella violazione di massa del diritto d'autore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A rendere la richiesta di danni ben superiore a quanto ipotizzato in precedenza, il fatto che l'accusa sostiene con veemenza che i quattro gestori siano complici interessati di questa violazione massiva, in quanto lo avrebbero fatto per ragioni commerciali. Una tesi che come noto brokep, ossia Peter Sunde, ha già più volte &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2178615"&gt;contestato&lt;/a&gt;, sostenendo che i gestori della Baia sono tutto meno che arricchiti e che ogni lira introitata viene spesa per server, banda e quant'altro.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 01 Apr 2008 03:27:04 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>South Park ora è tutto online</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2798</link>
 <description>&lt;h1&gt;South Park ora è tutto online&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Una trovata dei creatori del celebre serial a cartoni animati. Tutti gli episodi sono a disposizione online, gratis, insieme a migliaia di videoclip da inserire ovunque. Un nuovo modo di distribuire i contenuti?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Luca Annunziata da punto-informatico.it del 26 marzo 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altro che Hulu o iTunes Store: i creatori di South Park, Trey Parker e Matt Stone, assieme alla loro emittente Comedy Central hanno da poco lanciato la nuova versione del loro sito South Park Studios, che mette a disposizione di chiunque navighi in rete l'intera rassegna di 12 stagioni di episodi. Senza tagli, senza censure, gratis. Per guadagnarci, basta la pubblicità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;South Park è tutto online"Tutti gli episodi di South Park e milioni di clip erano online da anni su YouTube e BitTorrent - ha spiegato Stone - e l'idea che ci fossero più persone in più posti che potessero guardare il nostro show non ci è mai dispiaciuta: il nuovo sito non fa altro che rendere più facile per le persone guardare South Park".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come promesso, gli episodi saranno distribuiti contemporaneamente alla messa in onda, senza alcuna restrizione sulla provenienza del navigatore: "Alla fine tutti gli episodi saranno disponibili ovunque nel mondo, c'è solo qualche piccolo dettaglio legale che Comedy Center sta risolvendo". Stone si dice sollevato della decisione presa: "In pratica ci eravamo stufati di scaricare il nostro show illegalmente tutte le volte: ora abbiamo un'alternativa legale".&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Wed, 26 Mar 2008 00:16:04 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Non paghi di leggere</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2797</link>
 <description>&lt;h1&gt;Non paghi di leggere&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;The Disney Trap atto secondo un nuovo video &lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;E' online da qualche giorno il video &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=e4E0sUU9Sm4"&gt;&lt;b&gt;Non paghi di leggere - the disney trap atto secondo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; il seguito del fortunatissimo &amp;quot;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=MqySp7Nq5j0&amp;#038;feature=related"&gt;The Disney Trap&lt;/a&gt;&amp;quot;, il video contro le storture del copyright. Il nuovo video di &lt;a href="http://www.monicamazzitelli.net/"&gt;Monica Mazzitelli&lt;/a&gt; stavolta è diretto contro la normativa europea che richiede il pagamento del prestito nelle biblioteche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La direttiva&lt;a href="2006/115/CE "&gt; 2006/115/CE &lt;/a&gt;ha deliberato che le tutte le Biblioteche pubbliche paghino dei diritti di noleggio e di prestito alla SIAE (ed equivalenti) per ciascun libro preso in prestito.&lt;br /&gt;
Lo Stato italiano, per ottemperare a questa direttiva, dal 2006 paga quindi delle royalty ogni qual volta un cittadino prende in prestito un libro.&lt;br /&gt;
E questi denari finiscono in tasche particolari: come in altre occasioni, i soldi non servono certo a ricompensare il lavoro degli autori dei libri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Contro questa direttiva si sono mobilitati in tanti: lettori, autori, Biblioteche, Comuni, e tutti quei movimenti che si battono in favore dell’accesso libero alla cultura, opponendosi al prestito a pagamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Video&lt;br /&gt;
Sceneggiatura, regia, animazione sono completamente autoprodotte, condensate insieme per raccontare nel filmato &amp;quot;Non paghi di leggere - The Disney Trap, atto secondo&amp;quot; le brutture della direttiva europea per il prestito librario a pagamento. &lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sun, 30 Mar 2008 20:36:11 +0200</pubDate>
</item>
<item>
 <title>I rivoluzionari delle carte geografiche</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2792</link>
 <description>&lt;h1&gt;I rivoluzionari delle carte geografiche&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Misurano il mondo e regalano su Internet strade, piste e vie stradali senza copyright&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di VALENTINA AVON da lastampa.it del 16.03.2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo l’enciclopedia, la geografia. Il metodo di Open street map è lo stesso di Wikipedia, l’obiettivo pure, condividere un sapere a cui tutti contribuiscono e che tutti riguarda. Che non può obbedire sempre e solo alle dure leggi del copyright. Anche nel caso delle cartografie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A differenza di quanto accade negli Stati Uniti, dove una norma stabilisce che ogni dato raccolto da un ente pubblico, con soldi pubblici, deve essere pubblico, in Europa i dati geografici sono protetti, e non modificabili. Anche quelli prodotti da enti e agenzie nazionali. Quindi se cicloturisti, camperisti, psicogeografi situazionisti, archeologi o ambientalisti, ma anche scuole e università, o gli stessi enti, vogliono avere mappe che rispondano alle proprie particolarissime esigenze, o se le comprano, o se le fanno da soli. «Se hai una pizzeria e vuoi farti un volantino per la pubblicità, o ti disegni la mappa da solo, o commetti un reato penale», è un esempio estremo ma plausibile di Edoardo Marascalchi, il più attivo partecipante della sezione italiana di Open street map. Nel sito (www.openstreetmap.org) sono ancora più espliciti: «Mandare una mappa a un amico, inserirla in un forum o metterla in un invito sono cose meno legali di quanto si pensi».&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sun, 16 Mar 2008 21:51:26 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Beni culturali, più facile pubblicare immagini online</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2752</link>
 <description>&lt;h1&gt;Beni culturali, più facile pubblicare immagini online&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Dovrebbe arrivare prima delle elezioni un decreto sui paesaggi che, dopo il voto di ieri alla commissione Cultura della Camera, potrebbe riaprire le porte alla pubblicazione di molte fotografie. Wikipedia in ascolto&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;da punto-informatico.it del 6 marzo 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È in arrivo un decreto di fine legislatura che potrebbe riaprire il rubinetto alla pubblicazione di una serie di cosine in rete. Il provvedimento, voluto dal ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli, è pensato per armonizzare una serie di competenze affidate alle regioni in materia di gestione ambientale e paesaggi, ma al suo interno da ieri vi sono incastonate alcune novità sull'uso non commerciale delle immagini dei beni culturali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri la commissione Cultura della Camera dei Deputati ha infatti dato parere positivo al nuovo Codice inserendovi una sorta di liberalizzazione in quel tipo di utilizzo. La formulazione del codice attuale, è stato ricordato ieri, richiede una speciale concessione da parte del museo, cosa che come ben sanno i lettori di Punto Informatico ha spinto Wikipedia a cancellare numerose immagini. &amp;quot;Un danno di immagine per l'Italia e le sue istituzioni culturali&amp;quot;, ha dichiarato il presidente della Commissione, Pietro Folena, nella relazione di ieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;quot;La nuova formulazione - si legge in una nota - consente il libero uso delle immagini dei beni culturali, prevedendo l'autorizzazione solo nel caso in cui sia richiesto un intervento diretto da parte dell'autorità che ha in affidamento il bene stesso. Pertanto la riproduzione di immagini su Internet o su carta, se non a scopo commerciale, torna ad essere libera come nel resto del mondo. Rimane invece fermo il pagamento di un canone nel caso di usi commerciali (ad esempio la realizzazione di guide turistiche)&amp;quot;.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Thu, 06 Mar 2008 00:47:02 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Coelho e la pirateria che aiuta le vendite</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2751</link>
 <description>&lt;h1&gt;Coelho e la pirateria che aiuta le vendite&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Lo scrittore rivela sul blog gli indirizzi dei siti dove scaricare gratis i suoi libri&lt;br /&gt;
«In Russia vendevo un migliaio di copie, dopo la diffusione online sono arrivato a 10 milioni»&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Elisabetta Rosaspina dal corriere.it del 4 marzo 2008 &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MADRID - Per scaricare gratuitamente da Internet una copia in inglese dell’ultimo romanzo La strega di Portobello, il sistema più rapido è consultare il suo autore: Paulo Coelho. Che ha già anticipato, ai fan interessati, il link giusto dal suo blog , con la promessa di fornire presto le indicazioni su come leggere a sbafo tutta la sua produzione letteraria, anche per il futuro e in qualunque idioma sia stata tradotta, dal tedesco al giapponese, dallo svedese allo spagnolo. Una bella prova di fair play da parte di chi campa di copyright.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma Coelho può permetterselo. Anzi, ne ha fatto addirittura una filosofia di vita e di cassetta: è dal 2005 che lo scrittore e poeta brasiliano si è specializzato nella caccia ai siti on line in cui si possono reperire copie, in linea di principio illegittime, delle sue opere: non per farli chiudere o per denunciarli e reclamare risarcimenti milionari, ma per suggerire gli indirizzi ai suoi lettori e incoraggiarli ad approfittarne. Dedica tre ore quotidiane a questa attività e, non contento, paga una decina di segugi in Francia, Russia, Brasile, Turchia perché gli indichino nuovi canali attraverso cui diffondere i suoi «omaggi» al popolo dei naviganti. Autolesionismo? Tutt’altro, alla fine ci si guadagna, teorizza lo scrittore brasiliano durante le sue conferenze in giro per il mondo: «Anche le vendite in libreria hanno beneficiato di questo stratagemma — assicura — e le case editrici farebbero bene a prenderne nota».&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 04 Mar 2008 23:32:35 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Copyright musicale a 95 anni? Petizione web contro il progetto</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2750</link>
 <description>&lt;h1&gt;Copyright musicale a 95 anni? Petizione web contro il progetto&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Raccolta di firme per impedire che l'Ue decida l'adeguamento alla legge americana sulle registrazioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Alessandra Carboni dal corriere.it del 3 marzo 2008 Una &lt;a href="http://www.soundcopyright.eu/petition"&gt;&lt;u&gt;petizione online&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; per dire di no all'estensione del diritto d'autore sulle registrazioni musicali: è l'iniziativa promossa in rete dall'Electronic Frontier Foundation e dall'Open Rights Group per permettere ai cittadini europei contrari al prolungamento della durata del copyright di far conoscere il proprio dissenso alle istituzioni dell'Unione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LA PROPOSTA DI McCREEVY – A metà dello scorso febbraio, infatti, il commissario europeo Charlie McCreevy ha proposto l'estensione dei diritti sulle registrazioni musicali dagli attuali 50 anni a 95, allineando così l'Europa agli Stati Uniti. A giustificazione della sua idea, &lt;a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080214-eu-commissioner-lets-extend-music-copyrights-to-95-years-ars-50-years-is-plenty.html"&gt;&lt;u&gt;McCreevy ha chiamato in causa&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;  il diritto dei cantanti e dei musicisti al controllo di come le proprie opere vengono utilizzate: 50 anni di diritti sulle performance musicali non sono sufficienti a tutelare chi le esegue garantendo incassi derivanti dal loro lavoro per un tempo sufficientemente lungo. Quindi perché non permettergli di beneficiare di un copyright analogo a quello che già protegge gli spartiti e i testi, legati ai compositori per tutta la vita e, successivamente, agli eredi per altri 70 anni?&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Wed, 05 Mar 2008 00:29:24 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>La strategia del cavallo</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2744</link>
 <description>&lt;h1&gt;La strategia del cavallo&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;Free lance: diario di uno scienziato flessibile&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di andrea capocci da www.galileonet.it del 25 Feb 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche giorno fa ero a Bologna, all'incontro &lt;a href="http://infofreeflow.noblogs.org/"&gt;Info Free Flow 3.0&lt;/a&gt; in un'aula occupata della facoltà di Scienze Politiche. L'atmosfera delle&lt;br /&gt;
aule studentesche di Bologna, a distanza di anni, mi ricorda ancora il &lt;a href="http://www.2fly.it/paz/"&gt;Paz&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Un manifesto nell'aula proponeva: &amp;quot;Per S. Valentino ti regalo un sanpietrino&amp;quot;. Noi si parlava di proprietà intellettuale con Kai Zen (quelli della &lt;a href="http://www.lastrategiadellariete.org/"&gt;Strategia dell'Ariete&lt;/a&gt; e del &lt;a href="http://www.romanzototale.it/Rosa.html"&gt;Romanzo Totale&lt;/a&gt;) e con i napoletani di &lt;a href="http://www.libreremo.org/"&gt;libreremo.org&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti d'accordo contro il copyright, ma qualche punto non banale è emerso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;- i Kai Zen hanno convinto Mondadori a mettere i loro libri sotto Creative Commons perché &amp;quot;un libro scaricato è un libro venduto&amp;quot; secondo le statistiche editoriali. Quelli di libreremo fanno la cosa opposta: dal loro portale si possono scaricare i testi universitari per evitare di comprarli. All'università Orientale di Napoli, d'altronde, ci sono ancora quei docenti che firmano le copie degli studenti per assicurarsi che ciascuno abbia comprato una copia nuova del suo magnifico testo d'esame. Chi sbaglia, Kai Zen o Libreremo? Nessuno: il fatto è che il mercato editoriale classico (quello delle librerie) è una cosa, quello didattico (scuola e università) è un'altra. Sono entrambi mercati drogati, in quanto ogni anno vengono pubblicati 55mila libri che in maggioranza vendono meno di due copie (cioè zero o una) e chiaramente un mercato così dovrebbe sparire, se avessero ragione gli economisti neoclassici. Però, i due mercati fanno uso di sostanze diverse. In libreria ci sono troppi libri, e venderne uno è un'impresa tale per cui gli editori sono disposti persino a regalartene una versione digitale (come con le canne in compagnia) pur di arrivare all'utente. Il mercato della didattica invece è un monopolio in cui l'offerta (il libro del barone) ha pieno potere sulla domanda (gli studenti): come il pusher di roba e il tossico con la scimmia.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Tue, 26 Feb 2008 00:48:10 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>Creative Commons per i portali della PA</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2739</link>
 <description>&lt;h1&gt;Creative Commons per i portali della PA&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Copyright, copyleft, fair use... il diritto d'autore sul Web è una questione quantomai spinosa. In attesa che il quadro normativo trovi una soluzione accettabile, è il caso di valutare soluzioni come i Creative Commons&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Stefano Gorla da www.pubblicaamministrazione.net del 19 febbraio 2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 21 dicembre 2007 in Senato è stato approvato definitivamente il disegno di legge S1861 con oggetto "Disposizioni concernenti la SIAE". La normativa contiene una disposizione che ha suscitato ampie discussioni. Si tratta di 2 semplici articoli con cui la SIAE viene trasformata da ente di diritto pubblico a ente di diritto privato (ente pubblico economico) e viene modifica alla Legge sul diritto d'autore nel seguente modo (Art. 2. "Usi liberi didattici e scientifici"):&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accanto alla diversa competenza sugli atti della SIAE che passa dalla magistratura amministrativa a quella ordinaria, viene riconosciuto il diritto ad usare liberamente online file audio ed immagini a condizione che non ci siano finalità di carattere commerciale ma per uso didattico o scientifico. Una precisazione restrittiva (a cui si deve aggiungere un prossimo Decreto del Ministro dei Beni Culturali per la specificazione dell'uso consentito) stabilisce che le immagini devono essere a bassa risoluzione e le musiche degradate.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Wed, 20 Feb 2008 01:02:40 +0100</pubDate>
</item>
<item>
 <title>I Rem rilasciano il loro primo singolo open source</title>
 <link>http://linux-club.org/node/2733</link>
 <description>&lt;h1&gt;I Rem rilasciano il loro primo singolo open source&lt;/h1&gt;
&lt;h3&gt;Il primo brano dal nuovo album è scaricabile in 11 varianti e modificabile da parte dei fan che poi sono invitati a condividere i propri lavori su YouTube.&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;di Matteo Schiavini da ZEUS News - www.zeusnews.it del 17-02-2008&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per pubblicizzare il lancio del nuovo album Accelerate, che uscirà il primo di aprile, i Rem hanno deciso di intraprendere una nuova strada rendendo &lt;b&gt;disponibili per il download 11 video del primo singolo&lt;/b&gt; &lt;a href="http://supernaturalsuperserious.com/" target="_blank"&gt;&lt;i&gt;Supernatural Superserious&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché 11 video alternativi dello stesso brano? Perché i fan possano &lt;b&gt;scaricarli, remixarli e poi condividerli tramite YouTube&lt;/b&gt; su un &lt;a href="http://www.youtube.com/remsuperserious" target="_blank"&gt;canale aperto&lt;/a&gt; per l'occassione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi volesse cimentarsi nell'impresa si prepari a un lungo download: i filmati sono in alta definizione (a 1280x720 pixel), compressi in Mp4 e hanno una dimensione media di 200 Mbyte l'uno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'unica perplessità riguarda la licenza scelta per permettere questa operazione: mentre molti si sarebbero aspettati una Creative Commons, i Rem hanno optato per una licenza messa a punto dall'Open Source Initiative, la Artistic License 2.0. Ciò che appare strano è che la Artistic License permette la modifica di un'opera ma non il rilascio delle versioni alterate.&lt;/p&gt;
</description>
 <pubDate>Sun, 17 Feb 2008 01:55:46 +0100</pubDate>
</item>
</channel>
</rss>
