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I brevetti Software

Brevettare è un crimine contro l'innovazione

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Brevettare è un crimine contro l'innovazione

A denunciarlo è StopSoftwarePatents, che ha celebrato la giornata mondiale contro i brevetti software e ha lanciato una petizione. Dicono la loro anche i revisori dell'EPO: ci spingono a brevettare di tutto e di più

di Gaia Bottà da www.punto-informatico.it del 26 settembre 2008

Roma - I brevetti software non devono attecchire in Europa, devono essere sbaragliati nel resto del mondo: brevettare le idee non alimenta il sapere, ma rimpingua semplicemente le tasche dei patent troll. E quelle delle istituzioni presso le quali i brevetti vengono depositati. Sono denunce e rivendicazioni scaturite da StopSoftwarePatent, una coalizione che raccoglie 80 softwarehouse e frotte di sviluppatori: si rivolgono alle istituzioni di tutto il mondo perché chiariscano le normative e perché smettano di arginare l'innovazione concedendo brevetti sulla conoscenza. Il 24 settembre, anniversario del giorno in cui l'Unione Europea ha sancito la brevettabilità di "prodotti specifici" e non di stringhe di codice, è stata la giornata mondiale contro i brevetti software: sperano al più presto di non dover celebrare la ricorrenza, sperano che la petizione che hanno indetto sensibilizzi le autorità.

Promossa un'iniziativa mondiale contro i brevetti software

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Promossa un'iniziativa mondiale contro i brevetti software

di Michele Nasi da ilsoftware.it del 3.09.2008

Un'ottantina di produttori software, associazioni, organizzazioni (tra le quali la "Foundation for a Free Information Infrastructure") e sviluppatori, hanno annunciato una giornata di protesta contro i brevetti software.

Il 24 Settembre è il giorno fissato per la manifestazione che, stando a quanto dichiarato dagli organizzatori, vedrà una raccolta di firme contro i brevetti software in numerosi Paesi, sia in Europa che negli Stati Uniti.
La data è stata scelta poiché ricorrono cinque anni dalla decisione, intrapresa del Parlamento Europeo, di aggiungere nuove misure di protezione nei confronti dei programmi per elaboratori elettronici.

Benjamin Henrion, fondatore della coalizione "StopSoftwarePatents", ha spiegato l'obiettivo dell'iniziativa che mira ad escludere la brevettabilità del software a livello mondiale. Secondo Henrion sarebbe l'unica soluzione per evitare le interminabili diatribe legali derivanti dalle azioni promosse da aziende che lucrano sull'esistenza di brevetti software e per scongiurare monopoli nell'ambito dei programmi per personal computer.

I promotori dell'iniziativa StopSoftwarePatents spiegano come i brevetti software minino alla "libertà di innovare".

Brevetti software in Europa: nuovo tentativo USA

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Brevetti software in Europa: nuovo tentativo USA

Dopo la bocciatura da parte del Parlamento Europeo, un accordo tra Stati Uniti e Unione Europea riporta nel Vecchio Continente l'ipotesi della brevettabilità del software

di Tullio Matteo Fanti da www.pmi.it del 16 maggio 2008

L'impegno della FFII (Foundation For a Free Information Infrastructure) sembrava aver allontanato definitivamente la discussa possibilità dei brevetti software nel nostro continente, eppure gli Stati Uniti ritornano, a distanza di tre anni, a fare pressione nei confronti dell'Unione Europea affinché introduca anche in Europa la brevettabilità del software.
Con punti di vista divergenti, imprese, softwarehouse e aziende IT attendono ora di capire quali prospettive commerciali possano delinearsi con il nuovo possibile scenario alle porte.

È il TEC (Transatlantic Economic Council) a spingere verso una miglior cooperazione economica tra USA e Unione Europea tramite un accordo bilaterale.

Scopo ultimo? Il miglioramento «dell'efficienza e dell'efficacia del sistema dei brevetti a livello globale per promuovere l'innovazione, l'occupazione e la competitività e la ricerca del progresso nell'armonizzazione di differenti regimi di brevetti».

L'accordo commerciale rischia quindi di reintrodurre anche in Europa la brevettabilità del software e il termine "armonizzazione" suona come un campanello d'allarme alle orecchie della FFII, la quale ha dichiarato: «dal momento che non c'è un diritto sostanziale sui brevetti nell'Unione Europea, è inutile discutere un trattato bilaterale sui brevetti con gli Stati Uniti».

Shuttleworth: Ballmer, non dire sciocchezze!

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Shuttleworth: Ballmer, non dire sciocchezze!

da tuxjournal.net del 16.10.2007

Steve Ballmer, CEO di Microsoft, negli ultimi giorni, è tornato a fare la sua consueta campagna diffamatoria su GNU/Linux e l’Open source in generale. Stavolta è toccato a Red hat. Le motivazioni ormai sono un classico: violazione della proprietà intellettuale e dei brevetti di Microsoft, corredati dalla totale assenza di prove concrete ed i soliti luoghi comuni.

Mark Shuttleworth - CEO di Canonical -, intervistato da Linux-Watch, risponde alle provocazioni di Ballmer, spiegando perché, secondo lui, le affermazioni del CEO di casa Microsoft, sono tutte sciocchezze.

La prima obiezione che il papà di Ubuntu muove contro Ballmer, riguarda la proprietà intellettuale, ricordando che gli sviluppatori di materiale open source sono molto attenti a riguardo a dispetto di quanto letto e sentito: “la proprietà intellettuale è qualcosa che la comunità del free software prende molto, molto sul serio. C’è la percezione che il software open source stia in qualche modo cavalcando l’onda dell’industria reale oppure che tenti di aggirare le leggi sulla proprietà intellettuale, ma questo non è vero.”

Microsoft, il gigante ferito

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Microsoft, il gigante ferito

La società deve pagare 497 milioni di euro di multa per abuso di posizione dominante nel mercato europeo del software. Ma per rendere esemplare la sentenza europea bisognerebbe piuttosto evitare di rendere brevettabile il software e mettere sotto scrutinio le aziende che, grazie all'ingombrante Microsoft, finora hanno fatto la parte dei buoni

di Arturo Di Corinto, da aprileonline.info del 17 settembre 2007

Alla fine è arrivata. La sentenza con cui il giudice Bo Vesterdorf ha respinto il ricorso della Microsoft, condannata nel 2004 per abuso di posizione dominante nel mercato europeo del software, mette fine a dieci anni di controversie legali: Microsoft deve pagare 497 milioni di euro di multa. E stabilisce un precedente importante in Europa affermando la competenza dell'Antitrust a regolare un mercato, quello dell'hi-tech e delle telecomunicazioni, che per l'elevato grado di innovazione, tende a stare sempre un passo avanti alla politica e alla legge.

Sun: con i brevetti Microsot fa terrorismo

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Sun: con i brevetti Microsot fa terrorismo

Sun prende posizione nella controffensiva Microsoft su Linux

di Michele Costanzo da www.azpoint.net del 26/07/2007

Probabilmente non c'è grande soggetto informatico che non sia stato trascinato in tribunale da Microsoft. Ne sa certamente qualcosa Sun Microsystem che con il big di Redmond ha avuto controversie legali durissime, non ultima quella sulla tecnologia Java.
Le recenti e esplicite minacce di ritorsioni legali per violazione di propri brevetti che Microsoft ha lasciato intendere verso Linux hanno rianimato questa annosa questione.

James Eagleton, product manager in Sun, alla luce degli ultimi risvolti ha paragonato i metodi di Microsoft ad una sorta di terrorismo che attraverso la minaccia di possibili ritorsioni legali mira a paralizzare le attività di ogni potenziale concorrente.
Di fatto anche se spesso le sentenze finali sono ostili all'azienda di Gates, la solo minaccia di una controversia giuridica con le schiere di avvocati della società è spesso sufficiente a scoraggiare piccole software house per le quali i costi della causa sarebbero insostenibili.

UE: luci e ombre della nuova direttiva sul copyright

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UE: luci e ombre della nuova direttiva sul copyright

La direttiva IPRED2 passa in Commissione. Eliminati la perseguibilità per violazioni non commesse su scala commerciale e i diritti di brevetto, restano le indagini indiziarie e la presenza delle industrie nei team investigativi

Tratto da OFF - Quotidiano di spettacolo - 22.03.2007 - di Simona Carloppi

La Commissione JURI ha approvato la direttiva IPRED2, sui reati contro la proprietà intellettuale in Europa che dovrebbe armonizzare le legislazioni vigenti nei diversi Paesi. Sono però state introdotte alcune importanti modifiche rispetto al testo originario predisposto dalla Commissione Europea.

UE: Cresce la protesta contro la bozza di normativa anti-pirateria

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UE: Cresce la protesta contro la bozza di normativa anti-pirateria

L’Unione Europea vuole inasprire le sanzioni per la tutela del copyright. Per compiacere le major vuole criminalizzare utenti e sviluppatori software e distruggere la privacy on line

Tratto da OFF - Quotidiano di spettacolo - 20.03.2007 - di Simona Carloppi

Cresce il coro di proteste contro IPRED2, la proposta di direttiva europea sull'imposizione di nuove sanzioni penali "finalizzate a garantire i diritti di proprietà intellettuale". A “Free Software Foundation Europe”, “Foundation for information policy research ed “Electronic Frontier Foundation” si sono uniti tutti i provider italiani di AIIP e Assoprovider.

I brevetti stanno distruggendo le risorse naturali e i saperi locali

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I brevetti stanno distruggendo le risorse naturali e i saperi locali

In marcia sulle vie ribelli alla razzia dei saperi

L’unica strada per resistere è la disobbedienza civile
Intervista a Vandana Shiva.

di D. Zola, T. Rondinella da il manifesto, 29 Settembre 2006

Un’intervista a Vandana Shiva, di cui Feltrinelli ha pubblicato «Il bene comune della Terra». Dal miracolo economico indiano ai «suicidi dei semi», analisi di un pianeta sempre più ostaggio delle grandi corporation.

Quando inizia a parlare Vandana Shiva le sue parole hanno il tono pacato dell’argomentazione. Ma quando arriva al cuore della sua riflessione, il timbro di voce diventa più imperioso, come chi è talmente sicura di ciò che sta sostenendo che deve dirlo con forza e foga. Laureata in fisica quantistica e in economia, ricercatrice per molti anni, Vandana Shiva fa parte di quegli «scienziati dai piedi scalzi» che a un certo della loro vita hanno lasciato i laboratori per verificare gli «effetti collaterali», cioè le conseguenze delle loro ricerche e scoperte. Per questa indiana nata in uno stato nel nord dell’india, il punto di svolta è stato quando si è imbattuta in un progetto della Banca mondiale che aveva distrutto l’economia locale di una regione indiana. Da allora, infatti, ha abbandonato la ricerca scientifica per dare vita nel 1982, assieme ad altri ricercatori, al «Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali». Il primo risultato della sua nuova attività di sudiosa è condensato dal libro Sopravvivere allo sviluppo (Isedi). Da allora ha pubblicato molti saggi, tutti estremamenti critici verso la «globalizzazione neoliberista», di cui vanno ricordati Biodiversità, biotecnologie e agricoltura scientifica (Bollati Boringhieri), Biopirateria. Il saccheggio della natura e saperi locali (Cuen), Vacche sacre e mucche pazze (DeriveApprodi), Il mondo sotto brevetto (Feltrinelli) e Le guerre dell’acqua (Feltrinelli).

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