Il futuro è libero

Per la riduzione del Digital Divide

PC SOLIDALI

Capoverde: usiamo le nuove tecnologie per combattere il digital divide tra Nord e Sud del mondo

Le nuove tecnologie possono essere usate per creare nuove opportunità di autonomia e di sviluppo sostenibile nel Sud del mondo? E' possibile combattere il digital divide e diffondere nel Sud come nel Nord del pianeta una cultura dell'accesso ai saperi per tutti che sia rispettosa dell'ambiente?

Lunaria, l’associazione Jovens solidarios (Capoverde, Sao Nicolao), l'Associazione Donne Capoverdiane in Italia e la cooperativa Binario Etico sono impegnate in un progetto finanziato dal programma delle Nazioni Unite e della Commissione Europea “Migration 4 Development” per favorire l'accesso dei giovani capoverdiani al web e alle tecnologie informatiche.

Un centro multimediale giovanile, un internet point gratuito, un sito web e una radio streaming saranno creati e gestiti da un gruppo di giovani locali con il supporto dei promotori del progetto e di un gruppo di giovani capoverdiani residenti a Roma. Due scambi culturali e due corsi di formazione consentiranno uno scambio di esperienze tra la società civile italiana e quella capoverdiana.

Roma, è l'anno della wireless revolution

Roma, è l'anno della wireless revolution

Il WiFi sostenibile, il coinvolgimento di aziende pubbliche, il wireless condiviso grazie a VPN e reti federate. Roma Wireless, nonostante il Decreto Pisanu, rimane ottimista, e rilancia. PI ne parla con i responsabili

di Paolo De Andreis da punto-informatico.it del 13.03.2008

Roma - La capitale italiana non rimarrà a lungo la cenerentola delle capitali europee quando si viene al wireless. Il Consorzio Roma Wireless, che ha in carico la copertura della città con servizi wireless gratuiti, reagisce a certe critiche e rilancia: non solo saranno centinaia i punti di accesso WiFi in città ma l'espansione sta seguendo un modello economico destinato a reggere nel tempo, a sostenere l'espansione della copertura e a provocare benefici diretti ed indiretti non solo ai cittadini ma anche alle amministrazioni pubbliche.

Ne parla con Punto Informatico Francesco Loriga, fino a due settimane fa Responsabile Progetti di Innovazione tecnologica dell'assessorato alla semplificazione del Comune di Roma ed oggi rappresentante del Comune nel Comitato Guida Rete Roma Wireless, l'organismo che definisce le strategie e le regole di utilizzo della rete. Loriga non prende alla leggera le critiche di chi si scontra con l'autenticazione richiesta per l'accesso alle reti WiFi e spiega: "Quando partimmo, nella primavera del 2005, la registrazione era molto leggera, giusto i dati necessari a navigare. Poi ci fu l'attentato di Londra, a luglio, che ha cambiato molte cose, tra le ricadute arrivò anche il Decreto Pisanu". I lettori di Punto Informatico lo conoscono bene: è quel pacchetto di normative sulla sicurezza anti-terrorismo che comprende, tra le altre cose, una data retention con pochi eguali in Europa, e che impone a chi fornisce servizi Internet un pesante procedimento di identificazione.

"Come Roma Wireless - spiega Loriga - abbiamo dovuto fare i conti con questa cosa. Nel 2005 eravamo partiti sui parchi. Poi è arrivato il Pisanu, che rendeva obbligatoria la fotocopia dei documenti e le altre procedure". Da lì Roma Wireless, come tanti altri player italiani, ha cercato di inventarsi un modo per alleggerire le procedure. "Abbiamo trovato una soluzione che poi è divenuta quasi standard - spiega Loriga - trovando l'avvallo dei ministeri, ovvero l'uso dell'SMS". Un aggiramento comprensibile: poiché il Pisanu impone agli operatori mobili di identificare in modo approfondito gli utenti delle SIM, l'onere dell'identificazione poteva essere tutto lì: "Abbiamo fatto in modo che chi si voleva registrare al nostro servizio wireless dovesse avere un cellulare". Vista la diffusione del telefonino, il metodo è poi stato adottato da molte diversi player. Ma non è il metodo "definitivo".
Per accedere a Roma Wireless, spiega Loriga che intende così chiarire nel dettaglio il meccanismo di accesso, è necessario inserire i dati richiesti dal Pisanu e accettare l'informativa sulla privacy necessaria all'uso del servizio. "È presente anche una seconda informativa - spiega - introdotta dall'azienda che gestisce il servizio ma la cui accettazione è del tutto facoltativa", una informativa di tipo commerciale come tante, che propone all'utente il trattamento dei suoi dati a fini di marketing. La novità, anche rispetto all'SMS, è il numero di telefono: "Una volta inseriti i dati viene proposto un numero - sottolinea il responsabile del Comune - che va chiamato dal cellulare che si è dichiarato. Il numero aspetta per 5 minuti la chiamata dal numero dichiarato". Una chiave a tempo che consente di autenticarsi rispettando i paletti del Pisanu senza spendere una lira: "Fa due squilli e poi cade la linea, non si paga alcuno scatto, e non mandando nemmeno l'SMS non si paga neppure quello".

Assegnazione frequenze Wimax

Assegnazione frequenze Wimax.

Altroconsumo interviene al Tar Lazio: delibera autorita' comunicazioni favorisce i piu' forti e non intacchera' il digital divide

Tratto da www.altroconsumo.it del 13-11-2007

Altroconsumo ha presentato oggi al Tar Lazio l'intervento contro la delibera dell'Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni sull'assegnazione delle frequenze Wimax.

Per l'associazione indipendente di consumatori l'Autorità, nel disporre la delibera, avrebbe favorito l'ex-monopolista Telecom Italia, consolidandone la posizione dominante. Nel fissare le regole sull'assegnazione delle frequenze mancano infatti le misure, sostanziali e concrete, a favore della concorrenza e dell'apertura del mercato delle nuove tecnologie a soggetti alternativi ai soliti noti. Telecom Italia aggiunge così ai quattordici mercati di cui ha il sostanziale controllo, il quindicesimo.

L'ex-monopolista non è l'unico beneficiario: Vodafone, Wind e H3G ringraziano sentitamente. Consentire l'acquisizione di due su tre diritti d'uso disponibili per il Wimax per ciascuna area geografica agli operatori già presenti sul mercato della trasmissione dati via etere impedirà a nuovi soggetti di entrare nel mercato emergente.
Il rischio, concreto, è che i licenziatari UMTS prendano anche la licenza Wimax per tenersela in tasca.

WI-MAX: Lettera aperta al Ministro Gentiloni

WI-MAX: Lettera aperta al Ministro Gentiloni

dal Network Frontiere Digitali

Egregio Ministro Gentiloni
a tutt'oggi sono circa 120 mila le firme raccolte attraverso una petizione on line con la richiesta nei suoi confronti di non assegnare tutte le frequenze Wi-Max con ottica commerciale.
Le abbiamo chiesto che almeno un terzo fosse lasciato libero per un utilizzo senza lucro.
Dobbiamo dire che Lei è completamente sordo alle richieste del popolo della rete e sì che le sue parole ci lasciavano sperare in un'apertura diversa e in un nuovo modo di considerare la Rete.
Lei sa benissimo che 120 mila adesioni sul web corrispondono ad un sentire ben preciso e sostanziale nella realtà.
Ancora una volta la delusione è cocente come è cocente la delusione giornaliera nei confronti del suo Governo.
Comprendiamo perfettamente che non è possibile accontentare tutti ma, come al solito, si è preferito accontentare pochissimi a scapito della collettività.
Non conosciamo ancora nei dettagli il bando di concorso ma i presupposti perché a pagare siano ancora i più deboli ci sono tutti.
Ancora una volta l'Italia perde un'occasione per dimostrare attenzione ai cittadini avviandosi sempre più in un'ottica miope di “legge del mercato”, sottolineando anzi la tendenza a premiare i “furbetti di quartiere”.
Grazie per la sua lungimiranza e apertura democratica.

Per saperne di più...

WiMax - Bisognava escludere dalla gara i Big delle Tlc

Bisognava escludere dalla gara i Big delle Tlc

Non tutti sono favorevoli al metodo individuato dal ministero delle Comunicazioni per sviluppare lo standard WiMax. In molti, a cominciare dal comico genovese Beppe Grillo, denunciano il rischio che il bando di gara si possa trasformare in un gigantesco affare per le imprese di telecomunicazione e in uno sostanziale scippo dei diritti degli utenti. Della vicenda WiMax si occupa da tempo un movimento, denominato Partito Pirata, che si occupa della difesa dei diritti digitali dei consumatori. Il Sole24Ore.com ha intervistato Alessandro Bottoni, vicepresidente del Partito Pirata.

Tratto da Il Sole 24 Ore di Gianluigi Torchiani - 16.09.2007

Che cos'è il Partito Pirata? Perchè pensate che il WiMax possa essere la soluzione al problema del digital divide?

In realtà non siamo ancora un partito, ma solo una associazione che si pone l'obiettivo di fondare un partito politico dedito alla difesa dei diritti digitali dei cittadini. Riguardo alla questione WiMax, riteniamo che possa essere la soluzione ideale per risolvere l'annoso problema del digital divide italiano perchè si tratta dell'unico sistema in grado di superare le difficoltà che derivano dalla natura molto accidentata del nostro territorio. L'Italia è infatti un paese prevalentemente montuoso e con una forte dispersione della popolazione sul territorio. Non è facile pensare a soluzioni via cavo o via laser (line-of-sight) per risolvere il problema. Ci vuole un sistema radio a lunga portata, cioè il WiMax.

Apre il primo negozio di Roma contro gli sprechi informatici

Apre il primo negozio di Roma contro gli sprechi informatici

Tratto da OFF - Quotidiano di Spettacolo - di Simona Carloppi - 09.05.2007

“Binario Etico - Officina Informatica” apre Venerdì 11 maggio, alle ore 18, in via del Forte Tiburtino 98/100. L'Officina sarà un punto di raccolta per restituire nuova vita a computer dismessi, grazie a GNU/Linux e al Software Libero, e uno spazio dove acquistare un computer utile, libero e sostenibile. Binario Etico è una cooperativa nata nel 2006, che fa parte del Consorzio dell'Altra Economia e che, con il Trashware, vuole promuovere una logica di riuso e non di spreco. Ormai i computer sono considerati obsoleti, già dopo due anni. Invece, con meccanismi opportuni di riqualificazione i computer possono ancora essere usati e finiranno in discarica solo quando saranno non più funzionanti e privi di valore residuo. Per informazioni: www.binarioetico.org

Italian digital divide

Italian digital divide

7 Febbraio 2007

Tratto dal Blog di Beppe Grillo

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In Italia il digital divide aumenta implacabilmente rispetto all’Europa. Aumenta insieme agli stipendi e alle stock option dei manager di Telecom Italia. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL: la BANDALARGAAAA!!! In Italia ci sono zone dove non è coperto neppure il cellulare.
Il presidente dell’AIIP, i provider italiani, mi ha inviato questa lettera. Domani l’ AGCom e il Governo hanno la possibilità di cambiare le cose. Inviamogli una mail di sostegno:Agcom, Gentiloni, Sircana.

Caro Beppe,
come presidente dell’Associazione più rappresentativa dei Provider italiani, sento il dovere ed anche la necessità, di scriverti una lettera, per far conoscere ai tuoi affezionati lettori, le ragioni per cui il mercato della larga banda in Italia, non riesce a decollare, ragioni che abbiamo affrontato con molte iniziative con altre associazioni interessate al settore, dagli utenti agli operatori più piccoli.
I mali di Internet li conosciamo tutti: la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerosi alcune aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d’Europa.
Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra. Vedi, caro Beppe, si parla tanto di VoIP e di IPTV ma sono in molti a non accorgersi che, qui da noi, mancano a volte, perfino le condizioni di base per accedere ad Internet.
Spesso associazioni di utenti ed associazioni di imprese hanno interessi contrapposti; in questo caso, invece, gli interessi sono allineati e le iniziative congiunte tra associazioni di operatori ed associazioni di utenti sono state numerose, per cercare di smuovere la situazione evitando che si perpetui quello che diceva Floris nel suo libro 'Monopoli': che il monopolio uscito dalla porta della telefonia rientri dalla finestra della larga banda.
Pensare che ci sono Paesi – dalla Corea al Giappone - che hanno fatto della larga banda una priorità nazionale. E senza andare troppo lontano, gia la vicina Danimarca riesce a vantare il primato di avere il maggior numero di linee a larga banda per abitante. Un esempio vincente che rappresenta un esempio da seguire e da riproporre subito, anche qui in Italia. Come? Semplicissimo.
Nei prossimi giorni l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) e il Governo sono chiamati a valutare l’opportunità di un provvedimento d’urgenza per adottare in Italia gli stessi prezzi applicati in Danimarca per l’offerta all’ingrosso, fatta a noi operatori e meglio nota come ‘Bitstream’. Questa offerta rappresenta un’occasione d’oro per far funzionare Internet in Italia.
La modalità Bitstream è importante, in Europa la maggioranza delle linee in larga banda degli operatori alterativi è realizzata con questa modalità, che ha il vantaggio di non duplicare la rete dove gia c’è, liberarando risorse per portare Internet dove manca.
Ecco spiegato perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l’offerta Bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii. Pensa solo che Telecom si era impegnata a farlo entrare in vigore entro dicembre del 2005.
Ci siamo messi a studiare tutte le pratiche europee e finalmente una soluzione l’abbiamo trovata: si chiama Danimarca. Studi tecnici approfonditi ci confermano che quella danese è la migliore offerta di interconnessione, perché ha favorito la crescita del mercato e l’apertura della concorrenza.
I fatti ci dicono che abbiamo ragione. Per ricreare in Italia lo stesso ambiente tecnologico danese, dobbiamo partire proprio dai prezzi all’ingrosso del Bitstream. Solo così avremo la speranza che si abbassino i prezzi al pubblico e che il mercato si apra ai benefici della concorrenza, andando a liberare risorse da investire nelle aree scoperte. Basta veramente poco, Beppe, ma non dipende più da noi. Lo deve fare AGCom: vogliamo i prezzi danesi, subito.”
Marco Fiorentino - Presidente AIIP

Wi-Max, c'è l'accordo tra ministeri: il web viaggerà anche su onde radio

Wi-Max, c'è l'accordo tra ministeri: il web viaggerà anche su onde radio

Intesa tra i dicasteri di Difesa e Comunicazioni. Entro il 2007 le prime licenze. Internet superveloce nel raggio di decine di km
Prezzi più bassi, e banda larga anche per le zone rurali: L'Italia apre a una tecnologia diffusa in tutta Europa

di ALESSANDRO LONGO da repubblica.it del 27 dicembre 2006

ROMA - Partiranno a giugno le prime licenze Wi-Max italiane, tecnologia senza fili che promette di spargere la banda larga ovunque sul territorio. I Ministri della Difesa (Arturo Parisi) e delle Comunicazioni (Paolo Gentiloni) hanno raggiunto l'accordo a cui stavano lavorando dai primi giorni del nuovo governo. Le frequenze deputate al WiMax (3,4-3,6 GHz), infatti, sono ancora controllate dalla Difesa e devono passare alle Comunicazioni perché la tecnologia possa partire.

La Difesa ha diritto a un rimborso, da parte delle Comunicazioni, per cedere le frequenze. Dovrà infatti riallocare i propri sistemi radar fissi e mobili e gli assetti di telecomunicazione, spostandoli su altre frequenze.

Solo oggi, dopo qualche mese di trattative, Parisi e Gentiloni si sono messi d'accordo sulla cifra e sulle modalità di passaggio. "Gli investimenti necessari deriveranno in parte da appositi capitoli del bilancio dello Stato ed eventualmente anche dal mercato Wi-Max", spiega una nota del Ministero delle Comunicazioni.

Le frequenze disponibili. Si è deciso quindi che entro febbraio il tavolo tecnico istituito dai due Ministeri stilerà un calendario operativo per arrivare al lancio. Si attendono anche i risultati della consultazione WiMax che è in corso presso l'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom). Spetta ad Agcom, infatti, decidere i criteri delle aste con cui il Ministero delle Comunicazioni assegnerà le licenze agli operatori interessati. Al momento è noto soltanto che i lotti iniziali di frequenze WiMax, resi disponibili, saranno pari a 35+35 MHz, ripartibili anche su diverse macroaree nazionali.

La Libia acquista da Negroponte 1,2 milioni laptop per gli studenti

La Libia acquista da Negroponte 1,2 milioni laptop per gli studenti

Il New York Times dà notizia di un accordo tra il governo di Gheddafi e un'associazione non-profit statunitense, per la diffusione di internet nelle scuole

da repubblica.it del 11 ottobre 2006

NEW YORK - Il governo della Libia ha raggiunto un accordo con una società non-profit statunitense che prevede la fornitura di 1,2 milioni di computer portatili a basso prezzo destinati agli studenti libici. Ne dà notizia il New York Times. Si tratta degli ormai noti laptop a basso costo nati per iniziativa di una delle figure di rilievo del Massachusetts Institute of Technology, Nicholas Negroponte, fratello del direttore dei servizi d'Intelligence statunitensi John Negroponte. Il suo progetto - 'One Laptop per Child' (un computer per bambino) - ha il sostegno del Programma per lo Sviluppo dell'Onu. L'obiettivo è quello di fornire computer ai bambini in età scolare in tutto il mondo al costo di 100 dollari l'uno o poco più (in realtà il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 140 dollari).

Il progetto specifico con la Libia, che dovrebbe essere completato entro il giugno 2008, dovrebbe fare mettere tutti i bambini in età scolare in condizione di connettersi a internet attraverso computer di tipo 'educativo', ha sottolineato Negroponte. L'accordo, del valore di 250 milioni di dollari, raggiunto ieri, martedì 10, prevede, oltre alla fornitura di 1,2 milioni di computer, anche quella di un server per scuola, un gruppo di tecnici, servizi internet satellitari e altre infrastrutture.

Negroponte ha detto di aver discusso con il leader libico Gheddafi anche dell'eventuale sviluppo del progetto nei Paesi africani più poveri, a carico della stessa Libia.

L'associazione 'One Laptop per Child' , dopo questo accordo chiuso con la Libia, è in trattative anche con Argentina, Brasile, Nigeria e Thailandia. 

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