Chefuturo! Come sopravvivere all’apocalisse dei computer zombie, la checklist (10 cose da fare)

By Arturo Di Corinto Come sopravvivere all’apocalisse dei computer zombie, la checklist (10 cose da fare)
Controlla le password e aggiorna i settings di ogni dispositivo, app e hardware. Sono gli zombie che non vedi quelli realmente pericolosi
Arturo Di Corinto per Chefuturo! del 5 Novembre 2016

Halloween è appena passato ma gli zombie non sono tornati nelle tombe. Stanno lì fuori ad aspettare che ti distrai per mordere i tuoi dispositivi, quegli oggetti intelligenti che ti permettono di programmare l’ora in cui si accende il riscaldamento, l’apertura del garage, lo smartwatch che registra le tue sessioni di fitness. Ma anche la stampante dell’ufficio e la webcam con cui controlli bambini e babysitter.

I computer zombie e gli attacchi DDoS
“Gli zombie online non hanno bisogno di mordere fisicamente te o il tuo dispositivo per causare dolore. Gli basta sedere al tuo stesso ristorante, accedere al router Wi-Fi o essere gli amministratori di rete del tuo hotel. Questo è tutto ciò di cui hanno bisogno per rubare i dettagli della tua vita privata o scoprire informazioni sulle tue operazioni finanziarie. E a te non rimane che sperare che non si approprino dei tuoi dati o ne facciano cattivo uso.”
La metafora di Alvira, una società che produce antivirus contro i malware, i software maligni che prendono possesso dei computer e degli smart device connessi in rete con un numero di Ip (internet protocol), è efficace e non è troppo lontana dalla realtà: i computer zombie esistono per davvero. Sono i pc infetti che possono essere resuscitati a comando per trasferire i tuoi dati a terzi, rubare cartelle cliniche e dati bancari, e possono essere utilizzati per attacchi Internet su laraga scala, i DDoS, i Distributed Denial of Service.
Cosa sono i DDoS
I DDoS sono le negazioni di servizio che si verificano quando un numero elevato di richieste viene rivolto contemporaneamente a uno stesso servizio Internet, facendo collassare i server che non riescono a soddisfarle tutte. Per capirci, è come una folla di gente che si catapulta dentro un concerto da una porticina a vetri secondaria: la porta non sarà abbastanza grande per far passare tutti e potrebbe finire in frantumi.
Qualcosa di simile è successo il 21 ottobre quando un attacco DdoS ha preso di mira un DNS provider, Dyn, con il compito di smistare il traffico Internet verso servizi come Amazon, Netflix, Twitter e altri. L’attacco, portato da una rete di computer zombie, una botnet infettata dal software Mirai, ha creato un disservizio per milioni di utenti. Oggi sappiamo che lo stesso tipo di tecnica, con una variante dello stesso tipo di botnet, la Botnet #14, sta prendendo di mira un paese africano di nome Liberia.
Internet sotto attacco
Come gli esperti avevano preconizzato, non si tratta probabilmente di un golpe verso quel paese ma di un test: i criminali stanno testando la capacità di tenuta di Internet come infrastruttura. E lo stanno facendo reclutando computer zombie da aggiungere all’esercito di botnet che controllano e che non sono per forza i nostri computer dell’ufficio ma telecamere, videoregistratori e stampanti che popolano le case …read more

Source:: Frontiere Digitali

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