Chefuturo! Gli hacker russi hanno fatto vincere Trump: un’altra fake news?

Network News
dicembre 2016

By Arturo Di Corinto Gli hacker russi hanno fatto vincere Trump: un’altra fake news?
Difficile dire cosa sia accaduto con esattezza nelle presidenziali USA, ma una cosa è certa, il voto elettronico può essere manipolato
Arturo Di Corinto per Chefuturo! del 11 dicembre 2016
Barack Obama ha chiesto un rapporto dettagliato e preciso sul ruolo della Russia nello svolgimento delle presidenziali americane. Il capo della Cia, il democratico Mike Brennan, ha sostenuto che hacker russi hanno aiutato Trump a vincere le elezioni. I media di mezzo mondo hanno rilanciato la notizia dando l’impressione di credere a questa eventualità: sarebbe stata la delegittimazione di Hillary Clinton prodotta in rete dalla propaganda russa insieme alla diffusione delle email del comitato democratico in una curiosa joint-venture hacker russi più Wikileaks, a minare la fiducia nel candidato democratico e a farla perdere contro il magnate repubblicano.
Tutte le tappe dell’emailgate della Clinton

Le domande che dovremmo farci sul ruolo dei russi nelle elezioni presidenziali
Ci sono tuttavia diversi aspetti della vicenda che ci permettono di essere dubbiosi di questa ricostruzione post-hoc.
Prima di tutto è curioso che la tesi dell’importanza della propaganda russa anti Clinton non tenga conto del suo contrario: e cioè che le notizie favorevoli a Hillary Clinton prodotte in rete e il sostegno ottenuto da giornali e televisioni controbilanciavano e talvolta superavano per numero e qualità le fake news e la cattiva propaganda contro di lei.
Secondo: mentre si dà per scontato l’aiuto di hacker russi a Trump, amico di Putin, attribuendogli la sottrazione delle email sia personali della Clinton che dello staff democratico e del suo campaign manager, non si forniscono prove solide che si tratti veramente di hacker russi organizzati ma si fa sempre riferimento a fonti interne all’amministrazione Usa.
Terzo: mentre si attribuisce alla fellonia di Assange la pubblicazione di quelle email con segreti e opinioni imbarazzanti, arruolando Assange e Wikileaks tra i nemici dell’America, viene oggi pesantemente trascurato il ruolo di James Comey, repubblicano capo dell’FBI, agenzia federale con compiti di controspionaggio e antiterrorismo, che una settimana prima del voto ha aperto una nuova indagine sulla Clinton producendo scalpore e indignazione tra gli elettori americani.
Quarto, al netto del sistema dei grandi elettori per cui anche il candidato che prende più voti popolari come Clinton può perdere, ci siamo già dimenticati che la vittoria o la sconfitta si decide ancora nei seggi elettorali e che sopratutto nei seggi elettronici, la possibilità di manipolare il voto non è solo teorica, ma provata, e che proprio lì, bisogna adesso porre la massima attenzione. E questo nonostante le rassicurazioni che non ci sarebbe stata “nessuna violazione informatica”.
Ecco come si manipola il voto elettronico
Forse il vero nodo da affrontare è quello di una manipolazione fisica delle macchinette elettorali come hanno sottolineato da Cylance, un’azienda di cybersecurity che ha anche realizzato un video per far capire come potrebbe succedere.
In estrema sintesi, i ricercatori di Cylance hanno alterato la memoria delle macchinette elettorali e sono stati in grado di ottenere un outuput cartaceo diverso dai risultati attesi sovrascrivendo il software della Sequoia AVC Edge Mk1, la macchinetta …read more

Source:: Frontiere Digitali