Cybersecurity: Perché si chiamano hacker, cosa fanno, e l’identikit degli 11 tipi che conosciamo

By Arturo Di Corinto Perché si chiamano hacker, cosa fanno, e l’identikit degli 11 tipi che conosciamo
Dall’ethical hacker, all’hacktivist, al cybersoldier, al ninja, ai growth e sneaker hacker. Ecco 11 categorie con le quali gli hacker distinguono chi sono e cosa fanno (e no, i cracker sono un’altra cosa)
Arturo Di Corinto per Cybersecurity del 5 gennaio 2017
L’hacker è un individuo versato nella programmazione informatica. Il sostantivo viene dal verbo “to hack” che significa “tagliare, zappare, spezzare, sminuzzare, sfrondare, aprirsi un varco”. Ecco, l’hacking è un modo per aprirsi un varco tra le linee di codice di un sistema informatico, un modo per ottenere un risultato veloce, spesso rozzo ma efficace, con un “hack”, appunto.
Prima degli smanettoni c’erano taglialegna e giornalisti
Prima che il termine hacking fosse riferito al mondo dell’informatica, a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60, e ben prima che nei “dorm” universitari la parola hacker fosse riservata ai più bravi nella programmazione, la parola hacker era usata come sinonimo di taglialegna per i boscaioli del Canada, per indicare i giornalisti da strapazzo in Inghilterra e i contadini che zappavano la terra nel Midwest americano. E nei college americani, hacker per un certo periodo è stato l’epiteto di chi combinava guai e scherzi goliardici.
Quando i primi hacker misero le mani sulle risorse informatiche dei campus universitari svilupparono una particolare Etica per definire e “regolare” le loro competenze esoteriche. Nello jargon file di Eric Raymond, quello che ha scritto La cattedrale e il bazaar, l’hacker era proprio questo, uno che stressava i sistemi, imparava giocando e condivideva tutto quello che imparava.
La differenza tra hacker e cracker
Anche sul sito della Polizia postale italiana si trovano interessanti approfondimenti sulla figura dell’hacker e sulle pratiche di hacking. In particolare alla voce hacking, si ricorda correttamente che: “Il New Hacker´s Dictionary di Eric S. Raymond definisce un hacker come qualcuno che ama esplorare le possibilità offerte da un sistema informativo e mettere alla prova le sue capacità, in contrapposizione con la maggior parte degli utenti che preferisce apprendere solo lo stretto indispensabile.” E poi aggiungono: “Questo è, ovviamente, il concetto di hacker espresso con un valore positivo. Vi è tuttavia da segnalare che dell´intento puramente ludico che spingeva i primi hacker ad agire poco è rimasto.” E qui qualche dubbio ci viene… Ma poi nella medesima voce aggiungono una precisazione importante: “si usa distinguere tra la figura dell´hacker e quella del cracker. I cracker sono coloro che fanno attività di hacking a scopo di lucro. Entrambe le figure, per la legge italiana, sono punibili.” Non è proprio così: esistono anche i cracker etici. E poi molti hacker lavorano a migliorare i software aziendali, a ripararne i difetti e a rendere affidabili le reti di comunicazione che usiamo ogni giorno.
Ad ogni modo è un’ottima informazione, sintetica e popolare abbastanza da essere capita da tutti. In realtà la classificazione delle tipologie di hacker è assai più complessa e variegata e anche il giudizio di valore che possiamo dare degli hacker, giudizio che raramente mette tutti d’accordo, dipende da quello che …read more

Source:: Frontiere Digitali

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