Cybersecurity: “Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese”. Intervista a Walter Ruffinoni

Network News
gennaio 2017

By Arturo Di Corinto “Proteggere i dati significa proteggere le persone e la ricchezza del paese”. Intervista a Walter Ruffinoni
Dopo il caso Eye Piramid, il tema del cyberspionaggio diventa oggetto di dibattito pubblico. Secondo il ceo di NTT Data Italia i dati vanno protetti perché “sono il petrolio del paese”
Arturo Di Corinto per Cybersecurity 12 gennaio 2017
Parliamo del caso del giorno, la vicenda Eye Piramid, con Walter Ruffinoni, attuale CEO di NTT Data Italia, partner del distretto di Cybersecurity di Cosenza. L’occasione è l’intervista a SkyTG24 dove ha potuto dare il suo punto di vista sui temi della sicurezza e sulle prospettive del nostro paese dove l’azienda ha deciso di investire in talento e innovazione, proprio al Sud.
NTT Data Italia ha deciso di investire al Sud
Ruffinoni, intanto ci dica cosa fate a Cosenza
Siamo partner del Distretto di cybersecurity insieme a Poste e all’università della Calabria per creare soluzioni di protezioni dai cyber attacchi per aziende, istituzioni e privati. In quella sede costruiamo soluzioni basate anche sulle tecnologie ed esperienze giapponesi, come Dymora, visto che la protezione dell’end user è per noi una priorità. DyMoRa è una soluzione permette di avere sul proprio device mobile un’area sicura e non accessibile ai malintenzionati dove scambiare informazioni (es per i CdA) o per tenere in sicurezza i dati sensibili.
Lei ha detto infatti anche in altre interviste che Informazione e dati sono la ricchezza del paese
E lo ripeto: la sicurezza è un asset fondamentale per costruire la digitalizzazione di un paese con l’obiettivo di avere servizi più semplici ma allo stesso tempo sicuri dagli attacchi informatici. Oggi l’Informazione ha un valore sempre più alto e il rapporto stato-cittadino va digitalizzato in maniera sicura. Il dato è la vera moneta di scambio e la vera ricchezza. Per questo i dati fanno sempre più “gola” ai cybercriminali. Oggi il perimetro da controllare si dissolve ed i singoli end user diventano il nuovo perimetro da mettere sotto controllo: con la commistione digital/fisico e l’interconnessione di cose, persone e organizzazioni si apre un nuovo campo di vulnerabilità prima sconosciuto.
È sufficiente quello che fanno le aziende in Italia?
In Italia le aziende hanno messo in campo una serie di soluzioni focalizzate maggiormente sul tema della protezione perimetrale, il controllo degli accessi logici ai sistemi a diverso livello (applicativo, sistemistico e DB) e il tracciamento delle operazioni svolte da utenti e amministratori di sistema. Le principali aziende italiane, sicuramente le più grandi, hanno poi riconosciuto come questo atteggiamento “statico”, focalizzato sulla messa in campo di contromisure puntuali, non potesse rimanere al passo con una dinamica tecnologica che favoriva il rapido diffondersi di nuove vulnerabilità e il nascere di nuove e sempre più sofisticate tecniche d’attacco.
Il caso Eye Piramid: tecnica, prevenzione e conseguenze
Veniamo al caso Eye Piramid. Cosa è successo dal punto di vista tecnico? Come è potuto accadere?
Il caso Eye Piramid è un caso di malware infection avvenuto attraverso una email malevola (una email da indirizzo valido di uno studio legale con un allegato altrettanto “valido” – un pdf che però camuffava il virus). Questo …read more

Source:: Frontiere Digitali