Cybersecurity: Safer Internet Day: sul web (e al telefono) non puoi fare come ti pare. Ecco perché

By Arturo Di Corinto Safer Internet Day: sul web (e al telefono) non puoi fare come ti pare. Ecco perché
Revenge porn, diffamazione, stalking: l’81% degli adulti e il 73% dei ragazzi pensa che vi sia una sorta di “consenso implicito” alla diffusione di materiali intimi e personali, ma non è vero: si può essere denunciatiArturo Di Corinto per Cybersecurity del 7 febbraio 2017
Oggi è il Safer Internet Day, la giornata europea dedicata all’uso consapevole di Internet. Con lo slogan “Diventa il cambiamento. Uniamoci per un’Internet più sicura”, l’evento viene celebrato in centinaia di città europee con seminari, workshop e conferenze.
Negli anni scorsi il focus è stato rappresentato dall’educazione dei più giovani a comportamenti sicuri e responsabili davanti allo schermo digitale, ma quest’anno l’appello è rivolto a tutti, grandi e piccoli.

La ricerca di Save The Children
Una ricerca Ipsos condotta per Save The Children ha mostrato che il 95% degli adulti e il 97% dei ragazzi possiede uno smartphone ma entrambi sono inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in rete. E se non sanno esattamente quali, sospettano che i loro dati vengano registrati quando navigano in rete (i due terzi sia degli adulti che dei ragazzi e se ne dicono preoccupati (l’80% di entrambi), ma hanno interiorizzato l’idea che cedere questi dati sia il giusto prezzo per essere presenti online e accedere ai servizi che interessano.
Non solo. Mentre ognuno degli intervistati ha dichiarato di avere almeno 5 profili su diversi canali, giovani e adulti non fanno abbastanza manutenzione dei loro profili sociali e faticano a gestire tag, amici invadenti e bloccare qualcuno.
Ma, fatto grave, pure se ritengono poco sicuro condividere foto e video intimi o privati, credono, sbagliando, che la responsabilità sia di chi li diffonde per primo. In particolare il 75% degli adulti e il 72% dei ragazzi intervistati crede che non sia mai sicuro condividere online foto e video intimi e riservati ma per il 67% dei primi e il 65% dei secondi se un contenuto condiviso con qualcuno dilaga in rete, la responsabilità è di chi lo diffonde. Questo accade perché l’81% degli adulti e il 73% dei ragazzi pensa che vi sia una sorta di “consenso implicito” alla diffusione, anche se il materiale viene condiviso online con una sola persona.

Adulti e ragazzi sono convinti che sia sicuro condividere foto o video intimi online perché “lo fanno tutti”.

Slut shaming e Revenge porn, quando c’è di mezzo la nudità
C’è un 23% degli adulti e un 29% dei ragazzi che sono convinti che sia sempre sicuro condividere foto o video intimi online perché “lo fanno tutti”.
Niente di più sbagliato. Immagini o video intimi diffusi senza consenso possono generare ansia e vergogna in chi ne è vittima, e determinare uno stato di prostrazione psicologica. Questi comportamenti configurano diversi reati, anche di carattere penale: dal mancato rispetto delle leggi sul copyright alla violazione del diritto all’immagine, dall’accusa di molestie fino alla diffamazione aggravata (a mezzo stampa secondo alcuni tribunali). Un fenomeno che ha un nome specifico “Slut shaming” o “Revenge porn” quando si postano online le foto …read more

Source:: Frontiere Digitali

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