Elezioni USA: parla Joe Klein, chairman dell’US Pirate Party

By Partito Pirata Le elezioni negli USA si svolgeranno dopodomani, e mai come stavolta risulta evidente l’insoddisfazione di larga parte dell’opinione pubblica rispetto a un sistema politico che permette di scegliere -diremmo in Italia- tra la padella e la brace (ben altri termini sono invece quelli usati dagli autori del cartoon satirico South Park).
Allora Joe, la prima domanda è praticamente obbligatoria: come pirata, andrai a votare l’8 novembre? E, nel caso: per la Clinton?
Negli Stati Uniti, come in tutte le democrazie occidentali, abbiamo il diritto al voto segreto. Io ho più volte incitato le persone ad andare a votare, per chiunque preferissero. Sono solo il chairman del Partito Pirata, non il dittatore. Voglio che le persone votino secondo coscienza.
Ciò detto, non credo che molti pirati americani cadranno nel campo di Trump. Abbiamo a lungo sostenuto il rispetto delle convenzioni internazionali, come la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, e perciò siamo fermamente contro la tortura, la “extraordinary rendition” [la prassi di inviare detenuti sospettati di terrorismo in Paesi stranieri, con regole meno rigide sulla tortura, per interrogarli “meglio”, n.d.t.] e l’uso di droni fuori da zone di guerra. Siamo per i diritti umani, e gli ideali dei diritti umani risalgono a Thomas Paine.
Penso che negli Stati Uniti abbiamo bisogno di riforme che ci permettano di scegliere tra più di due opzioni. E queste riforme possono essere portate avanti anche da terzi partiti a livello di Stati singoli. Gli Stati hanno le proprie elezioni, e dunque abbiamo 50 parlamenti in cui possiamo riformare il sistema. Il percorso più lento è un emendamento costituzionale, sebbene noi supportiamo un emendamento proposto contro Citizens United, con la Corte Suprema che ha stabilito che le corporations sono come i privati cittadini sotto il profilo della libertà di parola.
In Italia (così come in molti altri Paesi europei, tra cui l’Islanda) siamo abituati ad avere molti partiti in Parlamento. Al contrario, gli Stati Uniti sono forse il caso più noto di sistema bipartitico. Stathis Leivaditis, sul Pirate Times, ha scritto che “questo sistema scoraggia la partecipazione degli elettori”. Sei d’accordo? E, soprattutto: perché è così inaccettabile per gli americani l’idea di avere un terzo partito in Parlamento?
In realtà li abbiamo avuti e li abbiamo. Alcuni liberisti, altri di sinistra. La rigida divisione binaria è un fenomeno nato dopo la Seconda Guerra Mondiale, risultato del maccartismo. La reazione anti-comunista della destra americana spinse la sinistra socialista fuori dal sistema politico. Negli Stati Uniti, il socialismo in ogni sua forma fu dipinto come una forma di comunismo bolscevico. Ciononostante, abbiamo avuto sindaci socialisti e anche socialisti nel Congresso.
Il potere del governo, in un modo o nell’altro, deriva dalla volontà delle persone. A tal fine noi siamo riformisti, e ci poniamo l’obiettivo di aiutare le persone ad impegnarsi nel governo e prenderne il controllo. Vogliamo che il popolo americano abbia il controllo degli Stati Uniti, e questo significa rendere aperto tutto ciò che è nascosto.
Inoltre non abbiamo restrizioni costituzionali nello stabilire forme di governo parlamentare a livello di singoli Stati. Questa potrebbe essere …read more

Source:: Frontiere Digitali

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