Gian Dàuli

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novembre 2016

By Pagina Tre (voce di SopraPensiero)
Gian Dàuli, al secolo Giuseppe Ugo Virginio Quarto Nalato (Vicenza, 9 dicembre 1884 – Milano, 29 dicembre 1945), è stato uno scrittore, traduttore ed editore, responsabile dell’introduzione in Italia di scrittori stranieri importanti nell’ambito delle collane da lui dirette per importanti case editrici. Della sua enorme produzione pubblichiamo due romanzi (Ricostruire la vita e Cabala bianca) e una raccolta di fiabe famose da lui rielaborate (Biancaneve, i sette nani e il principe azzurro ed altre celebri fiabe).
Dall’incipit del libro (Cabala bianca):
Si arrivò alla stazione appena in tempo per prendere il treno. Io avevo l’animo contento e scontento insieme: ero contento di essere col mio vecchio amico Piero e scontento di lasciare la città senza dire nulla a nessuno.
— Eh, hai visto? – disse Piero – quasi perdevamo il treno. – Si mise a ridere e si sedette accanto al finestrino. Mi fece posto al suo fianco e mi liberò dal grosso pacco tondo che portavo col dito infilato nello spago. Lo spago tagliava il dito: mi fece piacere liberarmene.
Nello scompartimento c’era una grande confusione: viaggiatori che salivano in piedi sui sedili per accomodare i bagagli sulle nostre teste, viaggiatori che si piegavano ad accomodare cassette e sacchi sotto i nostri piedi; un donnone che ci voltava le spalle si piegò improvvisamente in due e Piero ed io ci stringemmo, ridendo, l’uno sull’altro per non essere schiacciati da quel mappamondo che riempiva tutto lo scompartimento.
Il treno correva e si vedevano passare davanti al finestrino porte, scritte d’uffici, impalcature da muratori, giardini, case, finestre col vaso di gerani e la gabbia del canarino, grandi alberi che spuntavano da un muro alto, fili del telegrafo che galoppavano col treno saltando i pali di sostegno.
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Source:: Frontiere Digitali