Il segreto dell’assassino. Intervista a Ugo Mazzotta sul suo ultimo romanzo, appena edito da Leone

Network News
novembre 2016

By Pagina Tre Ugo Mazzotta, medico legale, vincitore del Premio Tobino nel 2002 con Commissariato di polizia “La bella Napoli”, ha pubblicato numerosi romanzi e racconti gialli. Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction televisive “R.I.S. – Delitti imperfetti” e “R.I.S. Roma – Delitti imperfetti”. È membro emerito di NapoliNoir. Il suo ultimo romanzo è Il segreto dell’assassino (ed. Leone). www.ugomazzotta.com
Sta per uscire il tuo ultimo Il segreto dell’assassino (ed. Leone, 2016): quale continuità rispetto al passato, e quale novità assoluta?
L’elemento di continuità sta ovviamente nella presenza del personaggio seriale, il vice questore Andrea Prisco, protagonista di quasi tutti i miei romanzi. La novità sta nel fatto che lo stesso Prisco si muove e agisce sempre meno da “ufficiale di pubblica sicurezza”; vicende personali e di lavoro lo hanno portato a isolarsi e in quest’ultimo romanzo si comporta quasi più da investigatore privato che da funzionario della Polizia di Stato.
Non ambienti quasi mai in Campania i tuoi romanzi. Il segreto dell’assassino fa eccezione?
No, essendo ambientato in Sardegna come il precedente. In compenso ho cercato di dar sfogo alla mia napoletanità inserendo, come già mi è capitato in precedenti storie ma con un peso anche maggiore nello sviluppo della trama, personaggi partenopei e situazioni che a Napoli possono essere ricondotte.
Descrivi il tuo nuovo romanzo con 3 parole che iniziano per R; e il tuo stile narrativo con 3 parole che iniziano per S.
Retrodatato (per capirla bisogna leggere il romanzo); Rovente (basta guardare la bellissima copertina); Ruvido (in questa storia nessuno va molto per il sottile).
Lo stile vorrei che lo giudicassero i lettori, non sta a me giudicarlo.
Scrivere un romanzo e portarlo fino alla pubblicazione è sempre un lavoro titanico, che coinvolge molte persone. Vuoi citarne qualcuna in particolare? E quale aneddoto, retroscena, indiscrezione puoi raccontarci?
Se me lo permetti vorrei citare una persona che non ha preso parte alla nascita di questo particolare romanzo ma senza la quale il romanzo stesso probabilmente non sarebbe mai stato nemmeno pensato. In effetti ho voluto dedicare il libro alla memoria di Tecla Dozio, editor e amica, che se ne è andata qualche mese fa. Se più di dieci anni fa non avesse creduto in me, con ogni probabilità oggi sarei solo un medico-legale e le cose più simili a un giallo che scriverei sarebbero perizie e relazioni.
Dopo un sodalizio decennale con Todaro, esci oggi con l’editore Leone: che significa questo per Mazzotta?
Una nuova avventura, tutta da scoprire.
Sei uno dei membri storici di NapoliNoir. Cosa significa per te far parte di questa Associazione di scrittori?
Godere delle cene sociali organizzate dalla nostra socia fondatrice Luciana Scepi, il va sans dire… a parte gli scherzi, sono sempre stato convinto che “fare squadra” sia importante per la crescita della scena gialla napoletana, una realtà importante ma che forse rispetto ad altre, penso per esempio a Milano e Bologna, è stata in passato meno capace di farsi conoscere, pur avendo tra i padri fondatori nomi come Veraldi o Ferrandino. Napolinoir cerca di lavorare in questa direzione, e la nostra ultima antologia, “C’è …read more

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