Il vicecommissario Zottìa indaga tra omicidi e storie d’amore sofferte

Network News
gennaio 2017

By Pagina Tre “Il convento sull’isola” (Bur, Milano, 2015) di Marco Polillo è un romanzo lineare, dove si evitano voli pindarici nello svolgimento narrativo, tradizionale ma anche divertente, in particolare per la simpatia che suscitano i personaggi fin dalle prime pagine. Il vicecommissario Enea Zottìa (protagonista dell’universo noir dei libri di Polillo) si trova a indagare per la seconda volta sulle vicende che stravolgono la vita della popolazione del paese di San Giulio sul lago d’Orta. Tra omicidi e interrogatori il poliziotto, dopo aver ritrovato le vecchie amicizie a cui è ormai affezionato, spinto dalle necessità della sua ricerca cerca di conoscere in modo più approfondito i timori e i sotterfugi degli abitanti dell’isola, che appare come una sorta di paradiso lontano dal ritmo caotico della città. Finirà per mischiare la sua professionalità ai sentimenti verso le persone che gli sono legate.
Personaggio inconsueto non solo a livello caratteriale, ma anche fisico, Zottìa esula dall’immagine del classico investigatore. Lungi dal presentare particolari doti atletiche (se si pensa a Sherlock Holmes, tanto per fare un esempio, era un ottimo boxer), non è nemmeno bravo a rivolgere a suo favore le proprie mancanze, come di frequente è in grado di fare il più noto Montalbano. Enea è un vicecommissario pacato nell’aspetto come nel comportamento e la sua personalità emerge durante lo svolgimento delle indagini. Un tutore della legge dal cuore tenero, a cui è facile affezionarsi, ma non sempre appassionante, specialmente nelle parti della storia dove alla ricerca del colpevole si sostituiscono le sue confuse vicende amorose, che in più di un’occasione risultano un eccesso narrativo.
Eppure, al di là della sua immagine, Zottìa riesce a risolvere un caso con due omicidi nel breve tempo di un fine settimana. Morti che si susseguono, suggerendo fin dalla prima parte dell’opera un legame tra i due atroci misfatti. Prima il signor Ciani, tuttofare dell’isola che collabora con il giardiniere del convento, viene trovato senza vita in un parco, poi il ragionier Stefanini, uomo rispettato e amato da tutta la popolazione di San Giulio, muore sulla riva del lago in una notte di tempesta. I sospetti ricadono sulle persone che possono nutrire rancori verso le vittime, tra cui il bel Lioffredi, che si è trasferito a Milano ma in precedenza svolgeva il lavoro di Ciani sull’isola, e la ex moglie di Stefanini, che da tempo ha abbandonato il marito. È questa la pista su cui si concentra anche il protagonista, che inizialmente viene chiamato da Suor Venanzia per risolvere un semplice caso di furto nel convento, ma con la comparsa dei due cadaveri si cimenta in una serie di interrogatori durante cui cerca di scavare nell’animo dei personaggi, scoprendo i loro risentimenti e le loro paure.
Contemporaneamente procede la sua vita amorosa. Già legato a Serena, una bella e raffinata donna di città, con cui però coltiva un rapporto ostacolato dalle indecisioni e da frequenti incomprensioni, Zottìa si innamora della misteriosa Giulia Castelli, che possiede una delle ville di San Giulio (abitate dai proprietari solo per pochi mesi l’anno) dove si …read more

Source:: Frontiere Digitali